venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
18 Maggio 2010

BIOMARCATORI E RISCHIO DI TUMORI DOPO LA DIAGNOSI DI CARCINOMA DUTTALE IN SITU

Alcuni biomarcatori possono identificare quali donne, con diagnosi iniziale di carcinoma duttale in situ (DCIS), siano a basso o alto rischio di sviluppare un successivo cancro invasivo della mammella, quando queste informazioni non si possano desumere dalle analisi istopatologiche. Vari studi avevano cercato in passato di individuare queste caratteristiche senza alcun successo. Ricercatori statunitensi hanno condotto uno studio caso-controllo ‘nested’ in una coorte di 1162 donne che avevano ricevuto diagnosi di DCIS ed erano state trattate con sola lumpectomia tra il 1983 e il 1994. Hanno anche raccolto informazioni sulle caratteristiche cliniche dei tumori che si sono sviluppati successivamente, cancro mammario invasivo o DCIS, diagnosticati nella mammella che aveva presentato le lesioni di DCIS iniziali (n = 324). Gli stessi ricercatori hanno condotto una revisione standardizzata della patologia e della colorazione immuno-istochimica per il recettore degli estrogeni (ER), il recettore del progesterone, l’antigene Ki67, il p53, p16, il recettore 2 del fattore di crescita epidermico (ERBB2, HER2/oncoproteina neu) e ciclossigenasi 2 (COX-2) sul tessuto fissato in paraffina di DCIS iniziale. Modelli competitivi di rischio sono stati usati per determinare i fattori associati al rischio di un successivo tumore invasivo vs DCIS e le funzioni di incidenza cumulativa della sopravvivenza sono state usate per la stima del rischio a 8 anni. I fattori associati al successivo tumore invasivo erano diversi da quelli associati ad un successivo DCIS. Il rischio a 8 anni di un successivo tumore invasivo era significativamente più alto (p = 0.018) nelle donne con lesioni DCIS iniziali rilevate alla palpazione o che erano triplo positive a p16, COX-1 e Ki67 (p16+COX-2+Ki67+) (19.6%, intervallo di confidenza [IC] 95%: 18-21.3) rispetto al rischio nelle donne con lesioni iniziali rilevate alla mammografia che erano triplo negative (p16-COX-2-Ki67-) (4.1%, IC 95%: 3.4-5.0). Lo studio pubblicato nella rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract originale) ha associato significativamente, in analisi multivariata, le lesioni DCIS triplo positive o rilevate alla palpazione ad un successivo sviluppo di cancro invasivo, ma non al grado nucleare. Il rischio a 8 anni di un successivo DCIS era più elevato nelle donne che presentavano lesioni DCIS con margini di 1 mm o superiori liberi dalla malattia combinate a stato ER-ERBB2+Ki67+ o p16+COX-2-Ki67+ (23.6%, IC 95%: 18.1-34.0).
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