Medinews
27 Maggio 2014

BEVACIZUMAB MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA NEL TUMORE AVANZATO DELLA CERVICE UTERINA

Bevacizumab associato alla chemioterapia di combinazione ha offerto un prolungamento di 3.7 mesi della sopravvivenza globale mediana in pazienti con tumore cervicale in recidiva, persistente o metastatico. Il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF) promuove l’angiogenesi, un mediatore di progressione della malattia nel tumore della cervice uterina. Bevacizumab, un anticorpo monoclonale anti-VEGF umanizzato, ha attività come agente singolo nella recidiva della malattia precedentemente trattata e la maggior parte delle pazienti, che sviluppano recidiva del tumore cervicale, ha già ricevuto cisplatino e radioterapia, che riduce l’efficacia di cisplatino allo svilupparsi della recidiva. In questo studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract), è stata esaminata l’efficacia di bevacizumab e della chemioterapia di combinazione, non contenente platino, in pazienti con tumore cervicale in recidiva, persistente o metastatico. Utilizzando un disegno fattoriale 2×2, ricercatori statunitensi e spagnoli hanno randomizzato 452 pazienti alla chemioterapia in associazione o meno a bevacizumab alla dose di 15 mg/kg di peso corporeo. La chemioterapia comprendeva cisplatino (50 mg/m2 di superficie corporea) e paclitaxel (135 o 175 mg/m2) oppure topotecan (0.75 mg/m2) ai giorni 1 – 3 e paclitaxel (175 mg/m2) al giorno 1. I cicli sono stati ripetuti ogni 21 giorni fino a progressione della malattia, sviluppo di effetti tossici inaccettabili o risposta completa. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, considerando clinicamente importante una riduzione del 30% dell’hazard ratio di morte. Nello studio, supportato dal National Cancer Institute, i gruppi erano ben bilanciati rispetto a età, istologia, performance status, precedente utilizzo o non utilizzo di un agente radio-sensibilizzante al platino e stato della malattia. L’associazione topotecan-paclitaxel non è risultata superiore a cisplatino-paclitaxel (hazard ratio di morte 1.20). Con i dati combinati dei due regimi chemioterapici, l’aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia è stata associata a un’aumentata sopravvivenza globale (17.0 vs 13.3 mesi; hazard ratio di morte 0.71, intervallo di confidenza 98%: 0.54 – 0.95; p = 0.004 con test a una coda) e a tassi di risposta più alti (48 vs 36%; p = 0.008). Bevacizumab, comparato alla sola chemioterapia, è stato associato a un’aumentata incidenza di ipertensione di grado 2 o superiore (25 vs 2%), eventi trombo-embolici di grado 3 o superiore (8 vs 1%) e fistole gastrointestinali di grado 3 o superiore (3 vs 0%). In conclusione, l’aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia di combinazione è stata associata a un prolungamento di 3.7 mesi della sopravvivenza globale mediana nelle pazienti con tumore cervicale in recidiva, persistente o metastatico.
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