martedì, 27 settembre 2022
Medinews
20 Maggio 2014

BEVACIZUMAB ASSOCIATO A RADIOTERAPIA E TEMOZOLOMIDE NEL GLIOBLASTOMA DI NUOVA DIAGNOSI

L’aggiunta di bevacizumab alla combinazione di radioterapia e temozolomide non sembra migliorare la sopravvivenza dei pazienti con glioblastoma, anche se la sopravvivenza libera da progressione è migliore e qualità di vita e Performance Status sono mantenuti ai livelli basali. La terapia standard per il glioblastoma di nuova diagnosi è rappresentata dalla radioterapia associata a temozolomide. Lo studio di fase 3, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract), ha valutato l’effetto dell’aggiunta di bevacizumab alla combinazione di radioterapia e temozolomide nel trattamento del glioblastoma di nuova diagnosi. Ricercatori francesi in collaborazione con colleghi europei (in Italia, il gruppo dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna), australiani, giapponesi e statunitensi, hanno randomizzato pazienti con glioblastoma sopratentoriale a bevacizumab per via endovenosa (10 mg/kg di peso corporeo ogni 2 settimane) o placebo, in associazione alla radioterapia (2 Gy 5 giorni alla settimana; per un massimo di 60 Gy) e temozolomide per via orale (75 mg/m2 di superficie corporea al giorno) per 6 settimane. Dopo una sospensione del trattamento per 28 giorni, è stata somministrata una terapia di mantenimento con bevacizumab (10 mg/kg e.v. ogni 2 settimane) o placebo e temozolomide (150 – 200 mg/m2 al giorno per 5 giorni), per 6 cicli ogni 4 settimane, seguita da monoterapia con bevacizumab (15 mg/kg e.v. ogni 3 settimane) o placebo fino a progressione della malattia o a sviluppo di effetti tossici inaccettabili. Endpoint coprimari erano la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale, valutate dall’investigatore. In totale, 458 pazienti sono stati inseriti nel gruppo con bevacizumab e 463 in quello con placebo. La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata più lunga nel gruppo con bevacizumab, rispetto al placebo (10.6 vs 6.2 mesi; hazard ratio stratificato di progressione o morte 0.64, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.55 – 0.74; p < 0.001). Il beneficio di sopravvivenza libera da progressione è stato osservato in tutti i sottogruppi. La sopravvivenza globale non differiva significativamente tra i gruppi (hazard ratio, stratificato, di morte 0.88, IC 95%: 0.76 – 1.02; p = 0.10) e i tassi di sopravvivenza globale con bevacizumab e placebo erano rispettivamente 72.4 vs 66.3% a un anno (p = 0.049) e 33.9 vs 30.1% a due anni (p = 0.24). La qualità di vita correlata alla salute e il Performance Satus basali si sono mantenuti più a lungo nel gruppo con bevacizumab e la richiesta di glucocorticoidi è stata più bassa in questa popolazione. Tuttavia, un maggior numero di pazienti nel gruppo con bevacizumab, rispetto al placebo, ha manifestato eventi avversi di grado 3 o superiore (66.8 vs 51.3%) e gli eventi avversi di grado 3 o superiore erano più spesso associati all’anticorpo monoclonale (32.5 vs 15.8%). In conclusione, l’aggiunta di bevacizumab alla combinazione di radioterapia e temozolomide non ha migliorato la sopravvivenza dei pazienti con glioblastoma. Una migliore sopravvivenza libera da progressione e il mantenimento della qualità di vita e del Performance Status basali sono stati osservati nel gruppo trattato con bevacizumab, anche se il tasso di eventi avversi era più alto con bevacizumab che con placebo.
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