mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
10 Ottobre 2011

BEUTLER, HOFFMANN E STEINMANN VINCONO IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA

Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato all’americano Bruce Beutler, al francese Jules Hoffmann e al canadese Ralph Steinmann per i loro studi sui sistemi immunitari. Secondo la nota ufficiale “i laureati col Nobel di questo anno hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema immunitario scoprendo uno dei principi chiave della sua attivazione”. Il premio va per metà a Beutler e Hoffmann per i loro lavori sul sistema immunitario innato, per l’altra metà a Steinmann per la sua ricerca sul sistema immunitario adattativo. Jules Hoffmann ha compiuto la sua scoperta pionieristica nel 1996, quando con i suoi collaboratori si è concentrato sullo studio dei moscerini della frutta e del modo in cui combattono le infezioni. Il team ha analizzato insetti con mutazioni a livello di numerosi geni tra cui il “Toll”, coinvolto nello sviluppo embrionale come precedentemente dimostrato da Christiane Nüsslein-Volhard (premio Nobel 1995). Infettando i moscerini con batteri o funghi, Hoffmann scoprì che i Toll mutanti morivano perché non erano in grado di scatenare una difesa efficace. Lo scienziato ha anche concluso che il gene è coinvolto nella rilevazione dei microrganismi patogeni e che la sua attivazione è necessaria per una difesa efficace contro di essi. Bruce Beutler era invece alla ricerca del recettore che si lega al lipopolisaccaride (Lps), l’involucro esterno dei batteri, causando shock settico. Nel 1998, Beutler e i suoi colleghi hanno scoperto che i topi resistenti al Lps avevano una mutazione in un gene molto simile a quella del gene Toll nei moscerini della frutta. Il recettore simil-Toll (Tlr) si è rivelata la chiave. Quando si lega al Lps vengono attivati i segnali che causano infiammazione e, quando le dosi di Lps sono eccessive, lo shock settico. Questi risultati hanno dimostrato che i mammiferi e i moscerini della frutta utilizzano molecole simili per attivare l’immunità innata quando incontrano i microrganismi patogeni. Le scoperte di Hoffmann e Beutler hanno innescato un’esplosione di ricerche sull’immunità innata. Ralph Steinman ha scoperto, nel 1973, un nuovo tipo di cellule che ha ribattezzato “dendritiche”. La sua ipotesi era che potessero avere un ruolo importante nel sistema immunitario, perché in grado di attivare le cellule T, “chiavi” dell’immunità acquisita e base per la creazione di una memoria immunologica nei confronti di diverse “minacce”. In esperimenti di coltura cellulare, Steinman ha dimostrato che la presenza di cellule dendritiche provoca vivaci reazioni delle cellule T a tali attacchi esterni. I risultati dei suoi studi furono inizialmente accolti con scetticismo, ma il suo lavoro successivo ha dimostrato che le cellule dendritiche hanno davvero una capacità unica di attivare le cellule T. Ulteriori approfondimenti suoi e di altri scienziati hanno continuato a far luce sul modo in cui il sistema immunitario acquisito decide se attivarsi o meno quando incontra varie sostanze. Si è scoperto che i segnali derivanti dalla risposta immunitaria innata e rilevati dalle cellule dendritiche sono quelli che controllano l’attivazione delle cellule T. “La ricerca dei tre premiati – si legge sempre nella nota – ha aperto la strada alla realizzazione di nuovi farmaci e vaccini che consentono di combattere le deficienze immunitarie come l’asma, la poliartrite reumatoide e la malattia di Crohn”. Ralph Steinman è deceduto, a causa di un tumore al pancreas, quattro giorni prima dell’assegnazione del prestigioso premio.
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