mercoledì, 29 maggio 2024
Medinews
15 Giugno 2009

BERTOLASO: IN ITALIA CINQUECENTO OSPEDALI A RISCHIO SISMICO

“Nonostante l’esigenza della messa in sicurezza, la riqualificazione della rete ospedaliera”, nelle regioni a maggior rischio sismico, “procede in maniera lenta e parziale”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, nel corso dell’audizione nella commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, nell’ambito dell’indagine sulle condizioni strutturali degli ospedali situati in zone a rischio sismico. Più in generale, Bertolaso ha spiegato che negli anni passati sono stati stanziati “prima 65 milioni di euro” e successivamente altri “234 milioni” per interventi straordinari infrastrutturali su quelli che vengono definiti edifici strategici come ospedali, scuole, prefetture, viadotti e caserme dei vigili del fuoco. Queste somme, di fatto, hanno finora consentito, ha aggiunto Bertolaso, “solo delle verifiche tecniche su circa 7.000 edifici strategici a rischio”, mentre gli “interventi veri e propri sulle strutture sono stati circa 230”. Di questi, “pochi sono stati gli interventi sulle realtà sanitarie, per la maggior parte si è trattato di scuole”. Tra l’altro, ha sottolineato, “sono circa 15.000 gli edifici scolastici che richiedono interventi per la messa in sicurezza”. Tornando agli ospedali, oggetto dell’audizione, il Capo della Protezione civile, ha spiegato che “gli edifici in zone sismiche su cui occorre intervenire non sono inferiori a 500”. E riguardano, soprattutto, “le zone dell’Appennino, le regioni del centro e del Sud”. L’unico esempio “virtuoso” in Italia, ha detto Bertolaso, “è il nuovo ospedale del Mare a Napoli, costruito secondo i più avanzati sistemi tecnologici contro il rischio sismico. È l’unico che poggia su 327 cuscinetti antisismici che lo isolano dal terreno. Peccato – ha osservato – che non è stato ancora aperto. Ma è auspicabile che possa entrare in funzione in tempi rapidi perché può essere un modello per altre esperienze”. Sulle difficoltà di avviare questi lavori di messa in sicurezza degli edifici, Bertolaso è critico: “Ci vogliono sempre 2, 3, 4 anni per riuscire a concordare con tutte le amministrazioni competenti le cose da fare. Qualsiasi situazione nel nostro Paese si voglia risolvere o si interviene in emergenza e allora tutti a criticare la Protezione civile che si occupa di tutto, oppure se si seguono le vie ordinarie ci vuole parecchio tempo, purtroppo questo è un po’ il nostro dramma”. In ogni caso, ha detto, “con il decreto Abruzzo viene garantito lo stanziamento di un miliardo di euro per intervenire in tutta Italia” sugli edifici a rischio. E “lo faremo concordandoli con le autorità competenti”. Ma basterà un miliardo? “No, è chiaro che non basta”, ha replicato Bertolaso, “però intanto cominciamo. Per riuscire a mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici e privati del nostro Paese ci vorrebbero una decina di leggi finanziarie messe tutte insieme, ma se non si comincia, continuiamo solo a polemizzare e a lamentarci mentre è giunto il momento di fare qualcosa di concreto”.
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