lunedì, 26 luglio 2021
Medinews
21 Novembre 2011

AUTO-PRELIEVO DI CAMPIONE VAGINALE PER IL TEST DELL’HPV NELLA PREVENZIONE DEL CANCRO CERVICALE

Malgrado il più basso valore predittivo positivo dopo auto-prelievo del campione vaginale, rispetto all’esame citologico, il test per il virus del papilloma umano (HPV) è consigliato per la diagnosi di neoplasia intraepiteliale cervicale (CIN) di grado 2 o più alto nelle zone disagiate, dove le ridotte disponibilità di infrastrutture mediche abbassano notevolmente l’efficacia dei programmi di screening citologico. Tuttavia, poiché queste donne avranno poche possibilità di sottoporsi all’esame nel corso della loro vita, è necessario innalzare la sensibilità dello screening dell’HPV. L’auto-campionamento vaginale per il test del DNA dell’HPV potrebbe innalzare i tassi di partecipazione allo screening. In ambito clinico, il test vaginale dell’HPV è sensibile almeno quanto la citologia nel rilevare CIN 2 o più alto, tuttavia, l’efficacia del prelievo eseguito a casa non era ancora nota. I ricercatori dell’Instituto Nacional de Salud Pública di Cuernavaca hanno valutato la sensibilità relativa e il valore predittivo positivo dello screening dell’HPV da campioni vaginali prelevati a casa dalle stesse donne, rispetto alla citologia cervicale eseguita in ambito clinico. Nello studio randomizzato di equivalenza, pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale), gli autori hanno esaminato donne messicane di stato socio-economico basso ed età compresa tra 25 e 65 anni, appartenenti a 540 comunità per lo più rurali, servite non ottimamente dal punto di vista sanitario, negli stati messicani di Morelos, Guerrero e Messico. Endpoint primario dello studio era la rilevazione di CIN 2 o più alto con colposcopia. La sequenza di randomizzazione è stata generata al computer per allocare a random le pazienti allo screening dell’HPV o alla citologia cervicale. Otto infermiere di comunità, non a conoscenza dell’allocazione delle pazienti, hanno ricevuto giornalmente le liste di nomi e indirizzi delle donne e hanno eseguito le visite a casa, come richiesto. Le donne positive al test o alla colposcopia sono state riesaminate. Le analisi erano ‘per protocollo’ o ‘intention-to-screen’. In totale 12330 donne sono state randomizzate allo screening dell’HPV e 12731 alla citologia cervicale: di queste 9202 donne nel gruppo di screening dell’HPV hanno aderito al protocollo e così è stato per 11054 nel gruppo assegnato alla citologia cervicale. La prevalenza dell’HPV è risultata del 9.8% (IC 95%: 9.1 – 10.4) e il tasso di citologia anormale è stato dello 0.38% (IC 95%: 0.23 – 0.45). Il test dell’HPV ha identificato 117.4 donne con CIN 2 o più alto ogni 10000 (IC 95%: 95.2 – 139.5) rispetto a 34.4 donne con CIN 2 o più alto ogni 10000 (IC 95%: 23.4 – 45.3) nel gruppo assegnato alla citologia, con una sensibilità relativa del test dell’HPV 3.4 volte superiore (IC 95%: 2.4 – 4.9). Analogamente, il test dell’HPV ha rilevato un numero 4.2 volte maggiore (IC 95%: 1.9 – 9.2) di tumori invasivi di quanto è stato osservato con la citologia (30.4 ogni 10000 [IC 95%: 19.1 – 41.7] vs 7.2 ogni 10000 [IC 95%: 2.2 – 12.3]). Il valore predittivo positivo del test dell’HPV per CIN 2 o più alto è però risultato del 12.2% (IC 95%: 9.9 – 14.5) rispetto al 90.5% (IC 95%: 61.7 – 100) raggiunto con la citologia.
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