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21 Settembre 2011

AUMENTATO RISCHIO DI MORTALITÀ DOPO NEFRECTOMIA RADICALE PER CARCINOMA RENALE DI PICCOLE DIMENSIONI

La superiore mortalità sia globale che cardiovascolare dopo resezione totale dell’organo giustifica la diffusione dell’uso di metodiche ‘nephron sparing’ per tumori fino a 2 cm

Ricercatori del Columbia University College of Physicians and Surgeons di New York hanno utilizzato un ampio registro di popolazione per valutare se la sopravvivenza globale e cardiovascolare in pazienti con carcinoma renale ≤ 2 cm sottoposti a nefrectomia radicale o parziale fossero diverse. Dal registro del Surveillance, Epidemiology and End Results (SEER) hanno quindi identificato 4216 pazienti con carcinoma renale ≤ 2 cm, confermato istologicamente, che sono stati trattati con nefrectomia radicale o parziale. Le caratteristiche del paziente e del tumore sono state comparate nei due gruppi. La regressione logistica multivariata è stata applicata per calcolare la probabilità dei pazienti di essere sottoposti a nefrectomia radicale. La sopravvivenza cardiovascolare e globale sono state comparate nelle due coorti, dopo aggiustamento per le caratteristiche del paziente e del tumore. Globalmente, nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Urology (leggi abstract originale), 2301 pazienti (55%) sono stati sottoposti a nefrectomia parziale; la cui applicazione è aumentata costantemente durante il periodo di studio dal 27% dei casi totali nel 1998 al 66% nel 2007. I pazienti che si sono sottoposti a nefrectomia parziale erano in media 2.5 anni più giovani di quelli trattati con nefrectomia radicale (56.4 vs 58.9 anni; p < 0.001). Inoltre questi pazienti avevano una probabilità maggiore di essere di razza bianca e provenienti dalle regioni occidentali o nord-orientali degli Stati Uniti. L’età più anziana era il solo fattore indipendente predittivo di nefrectomia radicale (OR 1.02, IC 95%: 1.01 – 1.03). Quando si consideravano le caratteristiche del paziente e l’anno della procedura chirurgica, la nefrectomia radicale è stata associata ad una più sfavorevole mortalità globale (HR 2.24, IC 95%: 1.75 – 2.84) e cardiovascolare (HR 2.53, IC 95%: 1.51 – 4.23). In conclusione, la nefrectomia radicale sarebbe associata a una sopravvivenza globale e cardiovascolare più bassa rispetto alla nefrectomia parziale nei pazienti con carcinoma renale localizzato ≤ 2 cm. Questi risultati giustificano quindi la diffusione dell’uso di tecniche ‘nephron sparing’ per trattare il tumore localizzato del rene.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2011
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