Medinews
11 Novembre 2013

AUMENTATA SOPRAVVIVENZA CON NAB-PACLITAXEL E GEMCITABINA NEI PAZIENTI CON TUMORE DEL PANCREAS

Nei pazienti che presentano adenocarcinoma metastatico del pancreas, la combinazione di albumin-bound paclitaxel (nab-paclitaxel) e gemcitabina ha significativamente migliorato la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di risposta, anche se i tassi di neuropatia periferica e mielosoppressione sono aumentati. In uno studio di fase 1 – 2 con nab-paclitaxel e gemcitabina, è stata osservata nei pazienti con tumore avanzato del pancreas una sostanziale attività clinica. Ricercatori statunitensi, canadesi, australiani ed europei (in Italia, il gruppo dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano) hanno condotto uno studio di fase 3 sull’efficacia e sicurezza della combinazione, rispetto alla monoterapia con gemcitabina, in pazienti con tumore metastatico del pancreas. A questo scopo, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract) hanno randomizzato i pazienti con punteggio di performance status di Karnofsky uguale o superiore a 70 (in scala da 0 a 100, con il punteggio più alto per un migliore performance status) a nab-paclitaxel (125 mg/m2 di superficie corporea) seguito da gemcitabina (1000 mg/m2) ai giorni 1, 8 e 15 ogni 4 settimane oppure alla monoterapia con gemcitabina (1000 mg/m2) somministrata una volta alla settimana per 7 di 8 settimane (ciclo 1) e successivamente ai giorni 1, 8 e 15 ogni 4 settimane (ciclo 2 e successivi). I pazienti hanno ricevuto il trattamento in studio fino a progressione della malattia. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, endpoint secondari erano la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di risposta globale. I risultati indicano che sono stati randomizzati 861 pazienti: 431 a nab-paclitaxel e gemcitabina e 430 a sola gemcitabina. La sopravvivenza globale mediana era di 8.5 mesi nel primo gruppo di pazienti e 6.7 mesi nel gruppo randomizzato alla monoterapia con gemcitabina (hazard ratio per morte 0.72, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.62 – 0.83; p < 0.001). Il tasso di sopravvivenza a un anno è risultato pari a 35% nel gruppo nab-paclitaxel e gemcitabina vs 22% nel gruppo a sola gemcitabina, mentre era 9 vs 4% dopo due anni. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 5.5 mesi nel gruppo di combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina rispetto a 3.7 mesi in quello randomizzato alla monoterapia (hazard ratio per progressione della malattia o morte 0.69, IC 95%: 0.58 – 0.82; p < 0.001) e il tasso di risposta, secondo una revisione indipendente, è risultato pari al 23 vs 7%, rispettivamente nei due gruppi (p < 0.001). Gli eventi avversi di grado 3 o superiore, più comuni, erano neutropenia (38 vs 27%, rispettivamente nel gruppo nab-paclitaxel e gemcitabina vs monoterapia), fatigue (17 vs 7%) e neuropatia (17 vs 1%). Neutropenia febbrile si è manifestata nel 3 vs 1% dei pazienti rispettivamente nei due gruppi. Nel gruppo di combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina, la neuropatia di grado 3 o superiore è migliorata a grado 1 o più basso entro una mediana di 29 giorni. In conclusione, nei pazienti con adenocarcinoma metastatico del pancreas, la combinazione di nab-paclitaxel e gemcitabina ha significativamente migliorato la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di risposta, anche se i tassi di neuropatia periferica e mielosoppressione sono aumentati.
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