Immunotherapy in combination with chemotherapy has shown promising efficacy across many different tumour types. We report the prespecified second interim overall survival analysis of the phase 3 IMpassion130 study assessing the efficacy and safety of atezolizumab plus nab-paclitaxel in patients with unresectable, locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer. In this randomised, placebo-controlled, double-blind, phase 3 trial, done in 246 academic centres and … (leggi tutto)
Lo studio IMpassion130 era stato già pubblicato, presentando i risultati della prima analisi ad interim, mentre l’attuale pubblicazione di Lancet Oncology riporta i dati della seconda analisi ad interim, concentrandosi in particolare sull’endpoint overall survival.Come noto, lo studio confrontava, in una popolazione di pazienti con carcinoma mammario metastatico “triplo negativo”, candidate a trattamento di prima linea, la combinazione di atezolizumab e nab-paclitaxel (combinazione sperimentale) con la combinazione di placebo e nab-paclitaxel (trattamento standard). Prendendo in considerazione la popolazione complessiva dello studio, secondo l’approccio intention-to-treat, la sopravvivenza mediana non è risultata significativamente diversa nei 2 bracci, risultando pari a 21 mesi con la combinazione sperimentale e a 18,7 mesi nel braccio di controllo che riceveva la sola chemioterapia senza l’immunoterapico (hazard ratio 0,86; intervallo di confidenza al 95% 0,72- 1,02; p=0,078).
Il piano statistico dello studio prevedeva che, in caso di positività di tale analisi principale nella popolazione complessiva dello studio, il confronto sarebbe stato formalmente condotto anche nel sottogruppo di casi positivi per l’espressione di PD-L1: dal momento che l’analisi nella popolazione complessiva il risultato è formalmente negativo, l’analisi nei casi PD-L1 positivi è da considerare solamente esploratoria. Ciò precisato, in quest’ultimo sottogruppo il trattamento sperimentale è risultato associato a una mediana di sopravvivenza globale pari a 25 mesi, rispetto a 18 mesi del braccio di controllo. Gli autori dell’articolo, sottolineando che tale risultato non è confortato da una formale dimostrazione statistica di superiorità, si sbilanciano concludendo che, per le pazienti con tumore della mammella metastatico, triplo negativo, caratterizzato da positività di espressione di PD-L1, la combinazione di atezolizumab e nab-paclitaxel rappresenta un’importante opzione terapeutica, essendo la patologia caratterizzata da un elevato “unmet need”.
La combinazione di nabpaclitaxel e atezolizumab, citata nelle linee guida NCCN come possibile opzione per i casi tripli negativi PD-L1 positivi, NON è approvata per l’impiego nella pratica clinica italiana, e non è discussa nelle linee guida AIOM edizione 2019.