Medinews
22 Dicembre 2014

ASSOCIAZIONI PAZIENTI: “MADRE DOPO IL CANCRO DIRITTO NEGATO A 1.500 ITALIANE”

E’ necessario un intervento normativo urgente per aiutare a diventare madri le circa 1500 donne colpite da tumore costrette a pagare di tasca propria i farmaci per preservare la fertilita’. E’ questo in sostanza l’appello delle associazioni FAVO (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia), ANDOS (Associazione nazionale donne operate al Seno), AIMAC (Associazione italiana malati di cancro) e Salute Donna, contenuto nel documento inviato al Ministero della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni e presentato al Convegno Prevenire la sterilita’ e conservare la fertilita’ nelle donne malate di cancro, che si e’ svolto martedì scorso al Senato. “E’ fondamentale poter conservare la fertilità delle pazienti oncologiche – ha spiegato Elisabetta Iannelli, segretario FAVO -. Quali sono le risposte del Sistema Sanitario Nazionale? Purtroppo ancora insufficienti. Il costo dei farmaci è a completo carico delle pazienti, i percorsi clinico assistenziali non sono stati ancora definiti, manca del tutto un osservatorio nazionale che si occupi del problema”. “Dai dati della letteratura si evince che tra le 3.000 giovani donne italiane a rischio di infertilità a causa della malattia, circa la metà è interessata a preservare la propria fertilità – ha sottolineato durante il meeting Lucia Del Mastro, Direttore Struttura Semplice di Sviluppo di Terapie Innovative – IRCCS AOU San Martino – IST di Genova e membro del Consiglio Direttivo Nazionale AIOM -. Le tecniche consolidate per prevenire l’infertilità da chemioterapia possono essere applicate alla stessa paziente e hanno un tasso di successo relativamente elevato, con possibilità di gravidanza dopo la guarigione tra il 30 e il 50% a seconda dell’età della donna, dei trattamenti chemioterapici ricevuti e del numero di ovociti crioconservati”.
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