Medinews
11 Marzo 2013

ASSOCIAZIONE TRA ATTIVITÀ FISICA E SEDENTARIETÀ NEL TEMPO LIBERO E SOPRAVVIVENZA IN PAZIENTI AFFETTI DA CARCINOMA DEL COLON-RETTO

Dedicare più tempo libero all’attività fisica, sia prima che dopo la diagnosi di cancro colorettale, favorisce una riduzione della mortalità, mentre si osserva un rischio di morte più alto se lo si passa prevalentemente senza fare esercizio. Poco è noto sull’associazione tra attività fisica o sedentarietà nel tempo libero e la sopravvivenza dopo la diagnosi di carcinoma del colon-retto. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) ha esaminato le associazioni tra attività fisica e sedentarietà nel tempo libero prima e dopo la diagnosi con la mortalità, nei pazienti con carcinoma colorettale. I ricercatori dell’Epidemiology Research Program, American Cancer Society, National Home Office di Atlanta, hanno identificato, in una coorte di adulti che non avevano cancro del colon-retto tra il 1992 e il 1993 (basale), 2293 partecipanti che hanno ricevuto diagnosi di cancro invasivo, non metastatico del colon-retto, entro la metà del 2007. Nel periodo basale, prima della diagnosi di tumore, e di nuovo dopo la diagnosi, ai partecipanti è stato chiesto di completare questionari dettagliati per raccogliere informazioni sull’attività fisica o sedentarietà nel tempo libero. Durante un follow-up massimo di 16.1 anni dalla diagnosi di cancro colorettale, 846 pazienti sono deceduti e tra questi 379 proprio per il tumore al colon-retto. I risultati indicano che 8.75 o più ore MET (equivalenti metabolici) alla settimana di attività fisica nel tempo libero (equivalente a circa 150 minuti di cammino alla settimana), rispetto a meno di 3.5 ore MET alla settimana, erano associate a più bassa mortalità per tutte le cause (attività fisica prima della diagnosi: rischio relativo [RR] 0.72, IC 95%: 0.58 – 0.89; attività fisica dopo la diagnosi: RR 0.58, IC 95%: 0.47 – 0.71). La sedentarietà protratta per 6 o più ore al giorno, rispetto a meno di 3, durante il tempo libero è stata associata a una più alta mortalità per tutte le cause (sedentarietà prima della diagnosi: RR 1.36, IC 95%: 1.10 – 1.68; sedentarietà dopo la diagnosi: RR 1.27, IC 95%: 0.99 – 1.64). In conclusione, un intervallo più lungo passato facendo attività fisica nel tempo libero, prima e dopo la diagnosi di cancro colorettale, sarebbe associato a più bassa mortalità, mentre una sedentarietà protratta per più ore al giorno favorisce l’innalzamento del rischio di morte in questi pazienti.
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