ASSOCIAZIONE DI ANALOGHI DELLA SOMATOSTATINA AD ANTINEOPLASTICI NEL CANCRO POLMONARE A PICCOLE CELLULE
Gli analoghi della somatostatina ad azione prolungata potrebbero essere utilizzati come terapia additiva in combinazione agli antineoplastici nei pazienti che mostrano positività ai recettori della somatostatina. Questi analoghi, infatti, quando associati a derivati del platino, presentano un effetto anti-proliferativo sulla crescita di allotrapianti umani di cancro polmonare a piccole cellule. I ricercatori della Aristotle University Pulmonary Clinic, ‘G. Papanikolaou’ Hospital, di Salonicco hanno coinvolto 130 pazienti con cancro polmonare a piccole cellule, mai trattato, 54 dei quali presentavano malattia limitata (LD) e positività ai recettori della somatostatina. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a scintigrafia con (111) In-Octreotide prima della chemioterapia (ogni 3 mesi e fino a 4 volte) e tutti sono stati trattati con paclitaxel (190 mg/m2) e carboplatino (AUC = 5.5) per un massimo di 6 cicli. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: Gruppo A (di controllo, n = 47) che ha ricevuto solo chemioterapia, Gruppo B (n = 43) con lanreotide (30 mg, in singola iniezione sottocutanea) per stimolare i recettori della somatostatina (SSTR) per 2 settimane, somministrato a distanza di 48 ore dalla chemioterapia, e Gruppo C (n = 40) che ha ricevuto 60 mg lantreotide autogel per stimolare gli SSTR per 4 settimane. I pazienti nel Gruppo A e B, dopo aver completato la chemioterapia, hanno continuato con lanreotide in terapia di mantenimento. I livelli di NSE, IGF1, VEGFA, VEGFC, VEGFR2 e HER2 sono stati monitorati e Bcl-2 e VEGF sono stati analizzati nei campioni istologici con immuno-istochimica. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Lung Cancer (leggi abstract originale) non hanno evidenziato alcuna differenza significativa tra i 3 gruppi per quanto riguarda il rapporto tra pazienti con malattia limitata e malattia estesa, età e performance status. Il Gruppo B ha mostrato una sopravvivenza migliore rispetto al Gruppo A e C (p = 0.029) e i pazienti con malattia limitata nel Gruppo B hanno avuto un beneficio significativo rispetto agli altri due (p = 0.012, test di Breslow). Tra i pazienti con malattia limitata, quelli nel Gruppo B hanno anche mostrato un prolungamento del tempo alla progressione (p = 0.02) rispetto al Gruppo A e C. Gli effetti avversi non erano significativamente differenti tra i gruppi e la tossicità è risultata gestibile. In conclusione, gli analoghi della somatostatina ad azione prolungata possono essere usati in combinazione con la chemioterapia, come terapia additiva, in pazienti selezionati (positivi ai recettori della somatostatina); la dose più bassa di lantreotide sembra però migliorare la sopravvivenza solo in quelli con malattia limitata.