Medinews
20 Novembre 2012

ASPETTATIVE DEI PAZIENTI SUGLI EFFETTI DELLA CHEMIOTERAPIA PER IL CANCRO IN STADIO AVANZATO

Molti pazienti che ricevono la chemioterapia per un tumore incurabile possono non comprendere che la stessa non sarà curativa, compromettendo di conseguenza la loro capacità di esprimere decisioni di trattamento consone con le loro preferenze. I medici dovrebbero impegnarsi a migliorare le conoscenze inerenti la prognosi dei pazienti, anche a costo di mettere a repentaglio la fiducia nei loro confronti. Il trattamento chemioterapico per il tumore metastatico del polmone o del colon-retto può prolungare la vita di settimane o mesi e alleviarne le sofferenze, ma non può essere considerato curativo. I ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston hanno esaminato 1193 pazienti, sopravvissuti per 4 mesi e trattati con la chemioterapia per recente diagnosi di tumore metastatico (stadio IV) del polmone o del colon-retto, partecipanti al Cancer Care Outcomes Research and Surveillance (CanCORS), studio nazionale, prospettico, osservazionale, di coorte. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract), hanno cercato di caratterizzare la prevalenza dell’aspettativa dei pazienti nei riguardi della chemioterapia ritenuta curativa e identificare i fattori clinici, socio-demografici e legati alla salute associati a questa aspettativa. I dati sono stati ottenuti da un’indagine condotta tra i pazienti da professionisti e da una revisione completa delle cartelle mediche. In generale, il 69% dei pazienti con tumore del polmone e l’81% di quelli con tumore del colon-retto non ha compreso che la chemioterapia non fosse in grado di curare il cancro. In analisi di regressione logistica multivariata, il rischio di avere opinioni non precise sulla chemioterapia era più alto nei pazienti con tumore del colon-retto, rispetto a quelli con cancro polmonare (odds ratio 1.75, intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.29 – 2.37), nei pazienti ispanici non bianchi, rispetto ai bianchi non ispanici (odds ratio per pazienti ispanici 2.82, IC 95%: 1.51 – 5.27; odds ratio per pazienti di colore 2.93; IC 95%: 1.80 – 4.78) e nei pazienti che consideravano buona la comunicazione con i loro medici, rispetto a quelli che la quotavano meno favorevolmente (odds ratio, per il terzo più alto vs il terzo più basso, 1.90, IC 95%: 1.33 – 2.72). Il livello di istruzione, lo stato funzionale e il ruolo del paziente nel prendere decisioni non sono stati associati a opinioni non accurate sulla chemioterapia. In conclusione, molti pazienti che ricevono la chemioterapia per tumori incurabili potrebbero non comprendere che essa sia curativa, compromettendo la loro capacità di prendere decisioni informate sul trattamento e consone alle loro preferenze. I medici dovrebbero impegnarsi a migliorare il grado di comprensione dei pazienti, anche se questo va ad incidere sulla soddisfazione dei malati nei loro confronti.
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