venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
2 Febbraio 2010

ARRESTO CARDIACO: MORTALITA’ INVARIATA DAGLI ANNI ’70, TRA I MOTIVI ANCHE IL TRAFFICO

Se l’arresto cardiaco colpisce a casa, in ufficio o per strada si muore oggi tanto quanto alla fine degli anni ’70: la quota di vittime che sopravvivono continua ad aggirarsi attorno al 10%. E ciò, nonostante negli ultimi trent’anni la ricerca cardiologica abbia fatto passi da gigante e siano stati messi a punto sistemi, apparecchiature e programmi di gestione delle emergenze. Gli autori di una revisione di studi internazionali, pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, hanno ripreso 79 ricerche pubblicate fra il 1950 e il 2008, che complessivamente hanno coinvolto più di 140.000 pazienti in vari Paesi. In un caso su due qualcuno assiste all’infarto, ma solo in un caso su tre il paziente viene rianimato sul posto. Tra i fattori che possono influenzare il dato, “La popolazione sempre più anziana – spiega Comilla Sasson, responsabile della ricerca e specialista in medicina d’emergenza all’Università del Michigan, Usa – ma anche il traffico sempre più congestionato delle nostre città che allunga i tempi di percorrenza delle ambulanze. Bisogna migliorare i piani di emergenza e soprattutto diffondere l’uso dei defibrillatori e la conoscenza delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare”.

Corriere della Sera.it
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