lunedì, 4 maggio 2026
Medinews
7 Febbraio 2012

APPROCCIO INNOVATIVO ALLO SCOMPENSO CARDIACO

Negli ultimi 10-15 anni alcuni studi hanno esplorato la possibilità di modificare lo stato infiammatorio nei pazienti con insufficienza cardiaca, mediante l’impiego in terapia di molecole specifiche, antibiotici e statine; le ricerche cliniche si sono finora dimostrate non efficaci o, in alcuni casi, hanno portato anche ad effetti indesiderati. In uno studio prospettico in doppio cieco, Stephan von Haehling e colleghi della Charité Medical School di Berlino (in collaborazione con centri in Polonia, Regno Unito, Austria e Italia), hanno valutato un approccio innovativo per migliorare la funzione endoteliale (parete interna dei vasi) nello scompenso cardiaco. L’équipe internazionale ha messo sotto esame gli effetti della somministrazione per quattro settimane di acido ursodesossicolico (UDCA, composto biliare comunemente usato nel trattamento dell’epatopatia colestatica) sulla funzione endoteliale e sui marker infiammatori in 17 pazienti con insufficienza cardiaca. Come si legge nell’articolo pubblicato sull’ultimo numero del Journal of American College of Cardiology, l’impiego di UDCA è basato sulla constatazione che la congestione addominale causata da insufficienza cardiaca porta ad un aumento della permeabilità intestinale, permettendo alle endotossine prodotte da batteri gram-negativi di entrare nel circolo. L’aumento dei livelli di citochine proinfiammatorie può ulteriormente aggravare i sintomi di insufficienza cardiaca. UDCA è in grado di formare un complesso attorno ad un componente della parete cellulare dei batteri gram-negativi (lipopolisaccaride), riducendo così i livelli di citochine proinfiammatorie e offrendo la possibilità di migliorare il flusso del sangue periferico e, infine, aumentare la tolleranza all’esercizio fisico. Nello studio, il trattamento è stato seguito da placebo per altri 30 giorni. I risultati hanno evidenziato che, rispetto al placebo, l’UDCA ha migliorato significativamente il valore di picco post-ischemico del flusso di sangue nel braccio e ha mostrato un trend di miglioramento del valore di picco del flusso ematico alle arterie della gamba. Nessun cambiamento, invece, si è verificato nel test da sforzo (durata 6 minuti). ”Eventuali studi futuri – ha affermato Kenneth Dickstein, portavoce della European Society of Cardiology (ESC) – dovranno coinvolgere più ampie coorti di pazienti”.

ESC – Journal of American College of Cardiology
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.