domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
13 Maggio 2014

ANALISI RETROSPETTIVA DELLO STUDIO EXTREME DI FASE III: IMPATTO DELL’INFEZIONE DA HPV SULL’OUTCOME’ DEI PAZIENTI CON CARCINOMA DI TESTA E COLLO A CELLULE SQUAMOSE, IN RECIDIVA O METASTATICO, TRATTATI CON CHEMIOTERAPIA CON O SENZA CETUXIMAB

L’espressione di p16 e l’infezione da virus del papilloma umano (HPV) hanno valore prognostico nel carcinoma di testa e collo a cellule squamose, in recidiva o metastatico, ma i benefici sulla sopravvivenza della chemioterapia in associazione a cetuximab, rispetto alla sola chemioterapia, sono indipendenti da questi due fattori. L’infezione da HPV è un importante fattore prognostico nel carcinoma di testa e collo a cellule squamose, loco-regionale avanzato, tuttavia il valore prognostico nella recidiva e/o nelle metastasi rimane ancora da confermare. Questa analisi retrospettiva dello studio EXTREME di fase III, pubblicata sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), che ha comparato la chemioterapia in associazione a cetuximab con la sola chemioterapia di prima linea nel carcinoma di testa e collo a cellule squamose, in recidiva o metastatico, ha esaminato l’efficacia e la prognosi sulla base dell’espressione di p16 e dell’infezione da HPV nel tumore. I ricercatori europei (in Italia, il gruppo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano) hanno utilizzato campioni accoppiati di tessuto per determinare l’espressione di p16INK4A, determinata con immuno-istochimica, e l’infezione da HPV nei campioni di estrazione del DNA, determinata con ibridizzazione di oligonucleotide. In totale, 416 campioni di tessuto sono stati raccolti da 442 pazienti e utilizzati per l’analisi di p16 e HPV: il 10% dei carcinomi di testa e collo è risultato positivo a p16 e il 5% ad HPV. L’aggiunta di cetuximab alla chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza, indipendentemente dall’espressione di p16 tumorale e infezione da HPV. Questo ‘pattern’ è rimasto anche dopo analisi combinata di p16 e HPV. La positività a p16 e HPV è stata associata a una sopravvivenza più lunga, rispetto alla negatività a p16 e HPV. L’analisi di sottogruppo dei pazienti con tumore orofaringeo ha mostrato caratteristiche simili a quelle di tutti i pazienti valutabili. In conclusione, i risultati di questa analisi dello studio EXTREME suggeriscono che l’espressione di p16 e l’infezione da HPV hanno valore prognostico nel carcinoma di testa e collo a cellule squamose, in recidiva o metastatico, ma anche che i benefici di sopravvivenza con la chemioterapia associata a cetuximab, rispetto alla sola chemioterapia, sono indipendenti dall’espressione di p16 e dallo stato HPV del tumore.
TORNA INDIETRO