sabato, 2 luglio 2022
Medinews
12 Marzo 2012

ANALISI DI SOTTOGRUPPO DELLO STUDIO ASIA-PACIFIC: EFFICACIA E SICUREZZA DI SORAFENIB IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO AVANZATO

In sottopopolazioni di pazienti che prendevano in considerazione eziologia, massa tumorale, metastasi alla diagnosi, parametri metabolici e precedenti trattamenti, i profili di sicurezza ed efficacia sono comparabili alla popolazione globale dello studio e indipendenti dallo stato basale. Lo studio clinico Sorafenib Asia-Pacific (AP) di fase III, condotto in Cina, Taiwan e Corea del Sud ha confermato una migliore sopravvivenza globale (OS) con sorafenib e la sicurezza del farmaco in pazienti con carcinoma epatico avanzato. I ricercatori del National Taiwan University Hospital di Taipei hanno condotto una serie di analisi esplorative di sottogruppo per valutare se lo stato basale dei pazienti influisse sulla risposta a sorafenib. Nello studio Sorafenib AP, 226 pazienti con funzione epatica ben preservata (Child-Pugh A > 95%) sono stati randomizzati (2:1) a sorafenib (400 mg bid) o a placebo. Le sottoanalisi erano fondate su eziologia (HBV presente/assente), massa tumorale (invasione vascolare macroscopica e/o diffusione extraepatica presente/assente), presenza o assenza di metastasi polmonari o linfonodali alla diagnosi (basale), performance status ECOG (European Cooperative Oncology Group: 0, 1 – 2), concentrazione sierica di alanina aminotransferasi e aspartato aminotransferasi (normale, leggermente elevata, moderatamente elevata), alfa-fetoproteina (normale/elevata) e bilirubina totale (normale/elevata) e se fosse presente o meno storia di epatectomia o chemio-embolizzazione/embolizzazione transarteriosa. Le valutazioni di sottogruppo includevano la OS, il tempo alla progressione (TTP), il tasso di controllo della malattia e la sicurezza. Nello studio pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer (leggi abstract originale), sorafenib ha consistentemente migliorato sia la OS mediana che il TTP mediano, rispetto al placebo (range di hazard ratio, HR, rispettivamente: 0.32 – 0.87 e 0.31 – 0.75). I più comuni eventi avversi di grado 3/4 sono stati reazione cutanea mano-piede, diarrea e fatigue, con incidenza simile tra sottogruppi. In conclusione, i profili di efficacia e sicurezza di sorafenib nelle sottopopolazioni descritte erano comparabili con quelli della popolazione globale dello studio. Queste analisi esplorative suggeriscono che sorafenib è efficace nei pazienti della regione Asia-Pacifico che presentano carcinoma epatico allo stadio avanzato, indipendentemente dallo stato basale.
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