lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
2 Ottobre 2012

ANALISI DELLE TERAPIE SEQUENZIALI CON SORAFENIB E SUNITINIB NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

La sequenza SoSu (sorafenib – sunitinib) offre una sopravvivenza combinata libera da progressione più lunga rispetto a SuSo, per una superiorità di sunitinib quando somministrato in seconda linea. Per valutare la sequenza ottimale degli inibitori recettoriali tirosin-chinasici (rTKI) sorafenib e sunitinib nel cancro renale metastatico, ricercatori dello University Hospital di Zurigo hanno condotto un’analisi retrospettiva di pazienti che avevano ricevuto terapia sequenziale con entrambi gli inibitori e hanno integrato i risultati con i dati disponibili da altre pubblicazioni in un’analisi combinata. Le differenze di sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) per il primo (PFS1) e per il secondo trattamento (PFS2) e della combinazione delle due (PFS1 + PFS2) sono state esaminate utilizzando regressione lineare pesata. Nell’analisi combinata che ha riguardato 853 pazienti, la PFS combinata mediana con sunitinib in prima linea e sorafenib in seconda (SuSo) è risultata di 12.1 mesi rispetto a 15.4 mesi con la sequenza inversa (SoSu; IC 95% di differenza: 1.45 – 5.12; p = 0.0013). Nello studio pubblicato sulla rivista Oncology (leggi abstract), per ciò che riguarda il trattamento di prima linea, non è stata osservata differenza significativa sulla PFS1, indipendentemente dal farmaco utilizzato per primo (incremento medio con sorafenib 0.62 mesi, IC 95% di differenza: -1.01 – 2.26; p = 0.43). Nel trattamento di seconda linea, sunitinib ha mostrato una PFS2 significativamente più lunga rispetto a sorafenib (incremento medio 2.66 mesi, IC 95%: 1.02 – 4.3; p = 0.003). In conclusione, la sequenza SoSu offre una PFS combinata più lunga rispetto alla sequenza inversa, SuSo, principalmente per la superiorità di sunitinib nella PFS2, che contribuirebbe a prolungare la PFS combinata con l’uso sequenziale.
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