giovedì, 18 agosto 2022
Medinews
19 Luglio 2012

ANALISI DELLE TERAPIE SEQUENZIALI CON SORAFENIB E SUNITINIB NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

La sequenza SoSu offre una sopravvivenza combinata libera da progressione più lunga rispetto a SuSo per una superiorità di sunitinib quando somministrato in seconda linea

Per valutare la sequenza ottimale degli inibitori recettoriali tirosin-chinasici (rTKI) sorafenib e sunitinib nel cancro renale metastatico, ricercatori dello University Hospital di Zurigo hanno condotto un’analisi retrospettiva di pazienti che avevano ricevuto terapia sequenziale con entrambi gli inibitori e hanno integrato i risultati in un’analisi combinata con i dati disponibili da altre pubblicazioni. Le differenze di sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) per il primo (PFS1) e per il secondo trattamento (PFS2) e della combinazione delle due (PFS1 + PFS2) sono state esaminate utilizzando la regressione lineare pesata. Nell’analisi combinata che ha riguardato 853 pazienti, la PFS combinata mediana con sunitinib in prima linea e sorafenib in seconda (SuSo) è risultata di 12.1 mesi rispetto a 15.4 mesi con la sequenza inversa (SoSu; IC 95% di differenza: 1.45 – 5.12; p = 0.0013). Nello studio pubblicato sulla rivista Oncology (leggi abstract), per quanto riguarda il trattamento di prima linea, non è stata osservata differenza significativa sulla PFS1, indipendentemente dal farmaco utilizzato per primo (0.62 mesi di incremento medio con sorafenib, IC 95% di differenza: -1.01 – 2.26; p = 0.43). Nel trattamento di seconda linea, sunitinib ha mostrato una PFS2 significativamente più lunga di sorafenib (incremento medio 2.66 mesi, IC 95%: 1.02 – 4.3; p = 0.003). In conclusione, la sequenza SoSu offre una PFS combinata più lunga rispetto alla sequenza inversa SuSo, principalmente per la superiorità di sunitinib sulla PFS2, che contribuirebbe a prolungare la PFS combinata con l’uso sequenziale.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 6 – Luglio 2012
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