giovedì, 21 ottobre 2021
Medinews
16 Dicembre 2014

ANALISI DEI BIOMARCATORI NELLO STUDIO DI FASE III, CONTROLLATO VS PLACEBO CLEOPATRA CON PERTUZUMAB IN PRIMA LINEA NEL TUMORE MAMMARIO METASTATICO HER2-POSITIVO

I risultati ottenuti attraverso analisi prospettiche dei biomarcatori nello studio CLEOPATRA mostrerebbero che HER2 (human epidermal growth factor receptor 2) è l’unico marcatore adatto alla selezione delle pazienti per il regime contenente trastuzumab e pertuzumab nel tumore mammario metastatico HER2-positivo. Nello studio CLEOPATRA di fase III, che ha esaminato l’associazione di pertuzumab con trastuzumab e docetaxel vs placebo con trastuzumab e docetaxel nel trattamento di prima linea delle pazienti con tumore mammario metastatico HER2-positivo, è stato esaminato il valore prognostico e/o predittivo dei biomarcatori correlati alla via di HER2. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) sono stati raccolti tassativamente campioni di tumore e di siero (n = 808; 58% e 99.8% erano valutabili) e determinati, utilizzando gli appropriati dosaggi, amfiregulina, betacellulina, EGF (epidermal growth factor), TGF (transforming growth factor)-alfa, recettore di EGF, HER2, HER3, recettore di IGF-1 (insulin-like growth factor 1), PTEN, AKT fosforilato, PIK3CA, CMYC, dominio extracellulare di HER2 nel siero (sHER2) e FCγR. Due tipi di correlazioni sono state studiate utilizzando la regressione univariata di Cox: a effetti predittivi (associazione qualitativa dei biomarcatori con il beneficio di sopravvivenza libera da progressione [PFS] con pertuzumab) e a effetti prognostici indipendenti dal braccio di trattamento (relazione di ciascun biomarcatore all’outcome’ clinico in entrambi i bracci combinati). I ricercatori statunitensi, spagnoli e sudcoreani hanno osservato che pertuzumab ha consistentemente mostrato un beneficio di PFS, indipendente dai sottogruppi di biomarcatori (hazard ratio < 1.0), che includeva i sottogruppi con recettore per gli estrogeni negativi e positivi. Elevati livelli di proteina HER2 e di mRNA di HER2 ed HER3, di PIK3CA ‘wild-type’ e bassi livelli di sHER2 indicavano una prognosi significativamente migliore (p < 0.05). PIK3CA ha mostrato l’effetto prognostico maggiore, con una PFS mediana più lunga nelle pazienti i cui tumori esprimevano PIK3CA ‘wild-type’ vs mutato, sia nei controlli (13.8 vs 8.6 mesi) che nei gruppi trattati con pertuzumab (21.8 vs 12.5 mesi). In conclusione, attraverso ampie analisi prospettiche, i dati dei biomarcatori nello studio CLEOPATRA indicano che HER2 è l’unico marcatore adatto alla selezione delle pazienti eleggibili al regime contenente trastuzumab e pertuzumab nel tumore mammario metastatico HER2-positivo. HER2, HER3 e PIK3CA sono fattori prognostici rilevanti.
TORNA INDIETRO