domenica, 1 ottobre 2023
Medinews
6 Dicembre 2012

ANALISI AD INTERIM DELLO STUDIO START SULLA COMBINAZIONE DI TACE E SORAFENIB IN PAZIENTI ASIATICI CON CARCINOMA EPATICO

L’associazione dei due trattamenti si è dimostrata sicura ed efficace senza evidenziare comparsa di effetti collaterali inaspettati

La chemio-embolizzazione endoarteriosa (TACE) costituisce un trattamento non curativo di prima linea del carcinoma epatico; sorafenib, un inibitore multichinasico, ha mostrato efficacia e sicurezza in monoterapia nei pazienti con il tumore in stadio avanzato. La pubblicazione sulla rivista International Journal of Cancer (leggi abstract) descrive i risultati ad interim dello studio prospettico di fase II, aperto, START (Study in Asia of the combination of TACE (Transcatheter arterial chemoembolization) with sorafenib in patients with hepatocellular carcinoma trial), che ha esaminato la sicurezza e l’efficacia della combinazione di sorafenib con TACE convenzionale in pazienti della regione asiatica e del Pacifico con carcinoma epatico in stadio intermedio. I ricercatori della University of Ulsan, College of Medicine, Asan Medical Center di Seul, hanno trattato 147 pazienti, che avevano ricevuto diagnosi istologica o clinica di carcinoma epatico, con TACE convenzionale seguita da sorafenib, da 4 a 7 giorni più tardi. TACE è stata eseguita attraverso chemioterapia endoarteriosa selettiva, nei vasi che nutrono il tumore, con emulsione di lipiodol (5 – 20 mL) e doxorubicina (30 – 60 mg), seguita da embolizzazione con particelle assorbibili (schiuma gel). I cicli di TACE/sorafenib sono stati ripetuti ogni 6 – 8 settimane. Obiettivi primari dello studio erano la valutazione della sicurezza e della tollerabilità, oltre all’efficacia della combinazione di TACE e sorafenib nel trattamento del carcinoma epatico. Tutti i pazienti sono stati inclusi nell’analisi ‘intention-to-treat’ e hanno ricevuto almeno una dose di sorafenib. Il 62.6% dei pazienti ha riportato eventi avversi all’apparato gastrointestinale e il 57.8% alla cute, sebbene la maggior parte sia stata di grado lieve o moderato. Il numero medio di cicli utilizzati era 2.1 e il 63.3% dei pazienti ha ottenuto risposta parziale o stabilizzazione della malattia. Il tasso di controllo clinico della malattia è risultato del 91.2%, mentre quello di risposta globale (ORR) era pari al 52.4%. In conclusione, lo studio mostra che la combinazione di sorafenib e TACE rappresenta una terapia sicura ed efficace, senza d’altra parte sviluppare effetti collaterali inaspettati.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Dicembre 2012
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