mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
18 Ottobre 2010

ALLARME WEB, SERVONO PALETTI E CERTEZZE A TUTELA DEI CITTADINI

Un rapporto stilato dal “Nuffield Council on Bioethics” britannico chiede più regole e sicurezza a tutela dei cittadini in cerca di informazioni e servizi sanitari online. Se le informazioni sanitarie online e i servizi via web sono in genere più convenienti, possono però “trarre in inganno, confondere o creare inutili ansie” nei pazienti, affermano gli esperti. Dunque occorre far sì che navigare nella Rete a ‘caccia di salute’ diventi un’operazione sicura ed efficace. Per ridurre al minimo i potenziali danni, il Council chiede al governo britannico di istituire un sistema di accreditamento online per i provider di cartelle cliniche, ma anche per chi offre test del Dna e servizi di analisi online. Insomma, questa giungla deve essere “regolata meglio, per proteggere i consumatori in cerca di informazioni, consulti o che acquistano farmaci online”. “Internet è ormai spesso il primo porto raggiunto dalle persone che vogliono saperne di più sulla loro salute. La gente ha bisogno di sapere dove si possono ottenere informazioni accurate, come acquistare farmaci online in modo sicuro, e come le informazioni sulla salute pubblicate sul web possono essere utilizzate “, spiega Christopher Hood, responsabile del gruppo di lavoro che ha prodotto il rapporto. La relazione si concentra anche sulle ombre di servizi controversi, come i test del Dna online, che sostengono di prevedere il rischio di sviluppare malattie, e servizi come ultrasuoni, Tac e risonanze offerti online a persone sane come una sorta di check-up preventivo, pubblicizzati e prenotabili via Pc. Il problema è che i risultati dei test genetici e di questi esami offerti a persone sane, “sono spesso difficili da interpretare, inaffidabili e possono causare ansia inutilmente”, puntualizza Hood. “Una migliore regolamentazione è necessaria per assicurarsi che le persone siano pienamente consapevoli dei limiti di questi servizi”. Il rapporto, che analizza nuove tecnologie e offerte che promettono un’assistenza sanitaria personalizzata, formula una serie di raccomandazioni per la politica. Bilanciando sicurezza, garanzie e libertà di scelta dei pazienti stessi. “Raccomandiamo che tutti i siti web che offrono informazioni e consigli sulla salute indichino l’origine di questi dati, su cosa si basano, chi li ha scritti e come l’autore o l’organizzazione sono state finanziate. Inoltre la pubblicità di farmaci e altri prodotti dovrebbe essere chiaramente distinte da altri tipi di informazioni”, evidenzia Hood. Il rapporto spiega che i migliori siti web sono quelli in cui gli studi sono sottoposti a una peer-reviw di qualità, sono senza fini di lucro, le ricerche vengono valutate in maniera indipendente e continuamente aggiornate. I siti web dell’Nhs e del National Institute for Health and Clinical Excellence, secondo gli esperti, generalmente rispondono a questi criteri. E le farmacie online? “La Gran Bretagna fa da apripista in termini di farmacie online e sicurezza del paziente, ma non c’è modo di fermare le persone che comprano i medicinali su internet da farmacie con sede in altri Paesi che non sono regolamentati nello stesso modo”, nota Nikolas Rose, uno degli autori della relazione. “Se si sceglie di acquistare i farmaci da un sito web che non è certificato allo stesso modo, c’è il rischio – conclude – di acquistare prodotti nocivi, falsi o di scarsa qualità”.
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