sabato, 28 novembre 2020
Medinews
27 Aprile 2009

AL VIA PROGETTO CREAZIONE RETI CURE PALLIATIVE

Un progetto di reti assistenziali per cure palliative e terapia del dolore che riorganizzi e metta a sistema le risorse esistenti. E’ stato presentato presso l’ex ministero della Salute il progetto sperimentale di una rete sul territorio per cure palliative e terapia del dolore composto da tre nodi complementari: i centri di riferimento di terapia del dolore (HUB), l’ambulatorio di terapia antalgica (SPOKE) e l’aggregazione funzionale territoriale di medici di Medicina generale. Il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio insieme ai rappresentanti dei medici di Medicina generale Snami, Fimmg e Simg, ha illustrato questa mattina il progetto che prevede, in via sperimentale nell’anno 2009, il coinvolgimento di quattro regioni pilota, “Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Sicilia, omogenee per popolazione, con il coordinamento della Regione Emilia Romagna”, ha sottolineato Guido Fanelli, direttore Unità operativa di anestesia e rianimazione dell’Università di Parma. “Per lo sviluppo del progetto sulle cure palliative e la terapia del dolore – ha dichiarato Ferruccio Fazio – sono stati stanziati 100 milioni di euro per tutte le regioni per la realizzazione degli obiettivi prioritari del piano sanitario nazionale. Oltre alla sperimentazione già illustrata, anche tutte le altre regioni potranno presentare progetti sul dolore”, ha concluso Fazio. La nuova rete di attività sul dolore sarà organizzata a partire da un ospedale centrale (hub), punto di riferimento clinico e specialistico, che si rapporterà allo spoke, ambulatorio specialistico, che farà da tramite con il medico di Medicina Generale. “Perché se per curare il dolore occorre una competenza specialistica ed ambienti dedicati, il medico di medicina generale rappresenta il soggetto senza il quale non si riesce a ottenere il risultato”. Così Giacomo Milillo, segretario generale Fimmg, sottolineando la totale disponibilità dei medici di famiglia al progetto sperimentale. “Questo progetto – ha dichiarato Milillo – migliorerà fortemente la situazione dei pazienti con dolore acuto e cronico (e’ emerso che il 96% dei pazienti in cura palliativa ha come sintomo il dolore); la sperimentazione non costruirà solo centri di eccellenza, ma li farà divenire accessibili. Dal punto di vista metodologico – ha continuato Milillo – il progetto prevede il percorso giusto e noi crediamo fortemente in questo modello”. Un modello, come ha sottolineato Mauro Martini, presidente Snami, “che riorganizza qualcosa che si era andato perdendo nel tempo: la terapia del dolore infatti dovrebbe far parte del bagaglio di ogni medico di Medicina Generale, primo interlocutore del cittadino”.
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