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29 Aprile 2014

AL VIA LA CAMPAGNA LA LOTTA AL CANCRO NON HA COLORE

Meno della metà dei cittadini stranieri chiamati agli esami di screening contro il cancro aderisce a questi programmi. In percentuali inferiori, in media, del 50% rispetto agli italiani. Per raggiungere queste persone, nasce “La lotta al cancro non ha colore”, la prima campagna nazionale per la prevenzione delle neoplasie indirizzata ai cittadini più disagiati, in particolare agli immigrati che abitano nel nostro Paese. L’iniziativa è promossa da AIOM e dalla Fondazione Insieme contro il Cancro ed è stata presentata ieri presso la sede CONI a Roma. Il progetto ha il pieno sostegno della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato. Hanno aderito testimonial d’eccezione, fra cui il Capitano della Roma Francesco Totti, i portieri Dino Zoff e Morgan De Sanctis, il CT della Nazionale Cesare Prandelli, il cantante Antonello Venditti, gli attori Carlo Verdone e Sergio Rubini, i registi Giuseppe Tornatore ed Enrico Vanzina, l’ex tennista Nicola Pietrangeli. Da oggi e fino al 4 maggio, tutti i cittadini potranno sostenere il progetto, donando un euro da Sms o 2 euro con una chiamata da rete fissa al numero 45594. Il momento centrale della raccolta fondi sarà il 3 maggio, durante la finale di TIM Cup tra Fiorentina e Napoli, in cui verrà lanciato un appello a tutti i tifosi di calcio per aderire all’iniziativa. “Studi scientifici dimostrano che, grazie ai programmi di prevenzione e screening, è possibile diminuire fino all’80% il tasso di incidenza dei tumori – ha affermato il Presidente AIOM Stefano Cascinu -. Gli immigrati presenti, anche temporaneamente, sul nostro territorio hanno il diritto di accedere alle strutture sanitarie. Il riconoscimento formale però non corrisponde ad una vera presa in carico per le difficoltà culturali, burocratiche, amministrative, di informazione, presenti anche per gli italiani, ma che rendono particolarmente difficile l’accesso agli immigrati. Queste persone troppo spesso arrivano alla diagnosi quando il cancro è già in uno stadio avanzato, a causa di scarsa prevenzione ed informazione”.
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