mercoledì, 12 maggio 2021
Medinews
20 Maggio 2014

AIOM e FAVO: “LA TUTELA DELLA FERTILITÀ È ESSENZIALE PER I PAZIENTI ONCOLOGICI”

L’obiettivo è lo zero per cento. Entro due anni, nessun paziente con diagnosi di cancro in età riproduttiva dovrà essere escluso da una consultazione sulla preservazione della fertilità. Oggi purtroppo non è così: molti malati infatti non vengono informati sulle tecniche esistenti e perdono la possibilità di diventare genitori. Il VI Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato giovedì scorso al Senato nel corso della IX Giornata nazionale del malato oncologico, definisce “l’attenzione alla fertilità” come uno dei bisogni essenziali del paziente con tumore. In una lettera inviata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, Società scientifiche (AIOM, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – SIGO e Società Italiana Ospedaliera Sterilità – SIOS) e associazioni dei pazienti (FAVO, Salute Donna, ANDOS) hanno chiesto un intervento urgente delle Istituzioni perché “alle chance di cura e guarigione – si legge nella lettera – non può non corrispondere una pari tutela della fertilità e quindi della realizzazione della progettualità familiare che in molti casi è oggi possibile grazie alle tecniche esistenti di preservazione della fertilità”. “I malati oncologici – ha sottolineato Stefano Cascinu, presidente AIOM – devono accedere con semplicità alle informazioni sull’impatto che le terapie possono determinare. L’intento che perseguiamo è quello di una capillare diffusione dell’informazione sulla possibilità semplice e concreta di conservare cellule o tessuti riproduttivi. Occorre quindi attuare un piano formativo per le professioni sanitarie, a cominciare dai medici. L’AIOM e la SIGO sono impegnate in un’attività congiunta per la formazione dei medici specialisti e, con l’Istituto Superiore di Sanità, per la diffusione su tutto il territorio nazionale della cultura della protezione della fertilità nei pazienti con tumore”.
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