Medinews
4 Febbraio 2013

AIFA: CRESCE LA SPESA FARMACEUTICA DI ASL E OSPEDALI (+8,7%), DIMINUISCE QUELLA DEI CITTADINI (-6,8%)

Nei primi nove mesi del 2012 la spesa farmaceutica nazionale totale è arrivata a quota 19,2 miliardi di euro. Nello stesso lasso di tempo, la spesa farmaceutica territoriale a carico del SSN, comprensiva di quella convenzionata netta e del costo per i farmaci di fascia A erogati in distribuzione diretta e per conto, è stata 9 miliardi e 223 milioni di euro. Rispetto al dato dell’anno precedente vi è stata una diminuzione del 6,8%. Aumenta invece la spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche: 5.796 milioni di euro (95,6 euro pro capite). Si tratta dell’8,7% in più rispetto ai primi nove mesi del 2011. Sono questi alcuni dati che emergono dal Rapporto Osmed sull’uso dei farmaci in Italia stilato dall’AIFA. Per quanto riguarda la spesa convenzionata la causa principale della riduzione della spesa è stata la contrazione dei prezzi (-8,5%), mentre si assiste ad un lieve spostamento della prescrizione verso categorie più costose (effetto mix:+0,7%) e ad una certa stabilità nei consumi (+0,4% in termini di dosi giornaliere). La spesa farmaceutica a carico dei cittadini è stata pari a 5 miliardi e 766 milioni di euro ed ha registrato una diminuzione dell’0,9% rispetto al 2011. “Ad influire maggiormente – ha precisato l’AIFA -, è stato il decremento nella spesa dei cittadini per l’acquisto di medicinali di classe C con ricetta medica (-8,3%). Una riduzione almeno in parte compensata dall’aumento della spesa per ogni compartecipazione a carico del cittadino (+7,8% rispetto al 2011) e dall’incremento dell’acquisto privato da parte dei cittadini di medicinali di fascia A (+2,6%) e dei farmaci di automedicazione (+3,3%)”. “Il Rapporto – ha commentato il DG dell’AIFA Luca Pani – restituisce una fotografia accurata dell’andamento dei consumi e della spesa farmaceutica, che in questa edizione è arricchita dai dati della distribuzione diretta e per conto che permettono di comprendere all’interno dell’analisi i medicinali dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche”.
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