domenica, 6 dicembre 2020
Medinews
12 Giugno 2012

AFATINIB RITARDA LA PROGRESSIONE DEL CANCRO AL POLMONE: STUDIO LUX-LUNG 3

LUX-Lung 3 è il più ampio studio di fase III, prospettico, multicentrico, internazionale, sul cancro polmonare con mutazione EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) e il primo che ha utilizzato pemetrexed/cisplatino (PC) come terapia di confronto con afatinib. I pazienti che hanno assunto afatinib, che può essere proposto come trattamento di prima linea, hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione (PFS) significativamente più lunga rispetto a PC. Afatinib è un bloccante irreversibile, selettivo, biodisponibile per via orale, della famiglia ErbB di EGFR (ErbB1), HER2 (ErbB2) e ErbB4. Lo studio presentato nella quarta giornata del congresso annuale dell’ASCO (leggi abstract) ha esaminato l’efficacia e la sicurezza di afatinib rispetto a PC in pazienti con adenocarcinoma polmonare avanzato positivo alla mutazione EGFR. Dopo esame centralizzato delle mutazioni EGFR (TheraScreen EGFR RGQ PCR kit), 345 pazienti in stadio III/IV (performance status 0 – 1, mai trattati con chemioterapia) sono stati randomizzati 2:1 ad afatinib (40 mg/die per os; n = 230) o PC (500 mg/m2 + 75 mg/m2 e.v. ogni 21 giorni fino a 6 cicli, n = 115). Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) attraverso revisione centrale indipendente. Le caratteristiche basali erano bilanciate nei due bracci (età mediana: 61 anni; donne: 65%; razza asiatica: 72%; nessuna abitudine al fumo: 68%; delezione dell’esone 19: 49%; mutazione L858R: 40%; altre mutazioni: 11%). Il trattamento con afatinib ha significativamente prolungato la PFS rispetto a PC (mediana 11.1 vs 6.9 mesi; HR 0.58, IC 95%: 0.43 – 0.78; p = 0.0004). Nei 308 pazienti con le mutazioni più comuni (Del19/L858R), la PFS mediana è risultata rispettivamente di 13.6 vs 6.9 mesi (HR 0.47, IC 95%: 0.34 – 0.65; p < 0.0001). Il tasso di risposta oggettiva era significativamente più elevato dopo somministrazione di afatinib che con PC (56 vs 23%; p < 0.0001). Un ritardo significativo nel tempo al deterioramento dei sintomi legati al cancro di tosse (HR 0.60; p = 0.0072) e dispnea (HR 0.68; p = 0.0145) è stato osservato con afatinib rispetto a PC. I più comuni eventi avversi legati al farmaco erano diarrea (95%), rash (62%) e paronichia (57%) nei pazienti trattati con afatinib e nausea (66%), riduzione dell’appetito (53%) e vomito (42%) con PC. Gli eventi avversi legati al farmaco hanno portato all’interruzione della terapia nell’8% dei pazienti che hanno assunto afatinib (1% con diarrea) e nel 12% di quelli in trattamento con PC. In conclusione, nello studio LUX-Lung 3 la somministrazione di afatinib ha allungato significativamente la sopravvivenza libera da progressione e mostrato un miglioramento anche degli endpoint secondari rispetto alla chemioterapia contenente pemetrexed e cisplatino. Gli eventi avversi del farmaco erano gestibili ed è stato osservato un basso tasso di interruzione del trattamento. Con 4.2 mesi di beneficio della sopravvivenza libera da progressione, rispetto alla popolazione generale, e di 6.7 mesi nei pazienti con le mutazioni più comuni, afatinib è risultata opzione clinicamente importante di trattamento in prima linea dell’adenocarcinoma polmonare in stadio avanzato.
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