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9 Aprile 2017

Adjuvant Treatment for High-Risk Clear Cell Renal Cancer: Updated Results of a High-Risk Subset of the ASSURE Randomized Trial

Given recently published results of a 750-patient adjuvant sunitinib trial showing improved disease-free survival (DFS), the appropriate strategy for treating high-risk patients is unclear. We sought to determine whether there is improved disease-free survival benefit to taking the active drug in patients with high-risk (pT3, pT4, node-positive) clear cell renal cancer (ccRCC) in the ASSURE trial (adjuvant sunitinib or sorafenib vs placebo in resected unfavorable renal cell carcinoma … (leggi tutto)

Lo studio ASSURE, randomizzato, di fase III, aveva dimostrato che sunitinib e sorafenib assunti per un anno non erano superiori rispetto a placebo in una popolazione eterogenea di pazienti sottoposti a nefrectomia radicale per un carcinoma del rene (Haas N Lancet 2016). La successiva pubblicazione dello studio S-Trac aveva altresì evidenziato come in una popolazione non sovrapponibile a quella dello studio ASSURE, un anno di sunitinib fosse superiore a placebo in sopravvivenza libera da malattia in maniera statisticamente significativa, mentre non ancora maturi erano i dati di sopravvivenza (Ravaud A NEJM 2016). I risultati differenti dei due studi erano almeno in parte giustificati dalle differenti caratteristiche prognostiche delle popolazioni arruolate.
L’analisi di sottogruppo dello studio ASSURE, oggetto della presente pubblicazione, mostra come anche nella popolazione ad alto rischio (pT3, pT4, linfonodi positivi); sunitinib e sorafenib non inducono alcun vantaggio in termini di DFS e OS rispetto a placebo. Il ruolo degli inibitori dell’angiogenesi in questo setting rimane pertanto controverso e al momento la terapia adiuvante non è un approccio validato nella pratica clinica. Molta attesa è rivolta ai dati di OS dello studio S-Trac, nonché ai risultati di altri studi quali PROTECT, EVEREST, ATLAS, che hanno valutato il ruolo di altri inibitori dell’angiogenesi, pazopanib, axitinib ed everolimus, in popolazioni meno eterogenee.
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