lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
1 Dicembre 2017

Adjuvant chemotherapy with or without bevacizumab in patients with resected non-small-cell lung cancer (E1505): an open-label, multicentre, randomised, phase 3 trial

Adjuvant chemotherapy for resected early-stage non-small-cell lung cancer (NSCLC) provides a modest survival benefit. Bevacizumab, a monoclonal antibody directed against VEGF, improves outcomes when added to platinum-based chemotherapy in advanced-stage non-squamous NSCLC. We aimed to evaluate the addition of bevacizumab to adjuvant chemotherapy in early-stage resected NSCLC. We did an open-label, randomised, phase 3 trial of adult … (leggi tutto)

In questo studio sono stati inseriti (6-12 settimane dopo resezione chirurgica) 1.501 pazienti affetti da carcinoma polmonare non-a piccole cellule completamente resecato (stadio IB – ≥ 4 cm – IIIA) in un periodo compreso fra Giugno 2007 e Settembre 2013. Un totale di 752 pazienti venivano trattati nel braccio sperimentale con doppietta chemioterapica più bevacizumab, mentre i restanti 749 hanno ricevuto trattamento chemioterapico standard. La chemioterapia consisteva in cicli ogni 21 giorni di cisplatino (75 mg/m2, g 1) in combinazione con un farmaco a discrezione dell’investigatore fra vinorelbina (30 mg/m2 gg 1 e 8; 25% dei pazienti), docetaxel (75 mg/m2, g 1; 23%), gemcitabina (1.200 mg/m2, gg 1 e 8; 19%) o pemetrexed (500 mg/m2 g 1; 33%). Il bevacizumab è stato somministrato alla dose di 15 mg/kg ogni 21 giorni a partire dal primo ciclo di chemioterapia fino ad un massimo di 1 anno di trattamento. Fra i criteri di stratificazione: regime chemioterapico, stadio di malattia, istologia e sesso. Questa la distribuzione per stadi: IB 26%, II 44%, IIIA 30%. I pazienti con istologia squamosa erano pari al 28%.
Con un follow-up mediano di 50,3 mesi la sopravvivenza globale (OS) mediana nel braccio con la sola chemioterapia non viene raggiunta, mentre è risultata pari a 85,8 mesi nel braccio con bevacizumab (HR = 0,99; p = 0,90). Eventi avversi di grado ≥ 3 sono stati registrati nel 67% dei pazienti trattati con sola chemioterapia vs 83% nel braccio con bevacizumab: tra quelli più comuni nel braccio sperimentale si annoverano l’ipertensione (30% vs 8%) e la neutropenia (37% vs 33%). I dati preliminari di questo studio erano già stati presentati al congresso mondiale di oncologia toracica del 2015. Vengono qui pubblicati dati maturi in termini di sopravvivenza.
Questo studio rappresenta l’ennesima sconfitta nel setting di adiuvante per una patologia che sta invece ottenendo importanti risultati nella malattia avanzata. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che un dato di efficacia nella malattia metastatica non può essere trasferito tout court alla malattia precoce. Dopo i brillanti risultati degli immuno-checkpoint inibitori nella malattia avanzata sono attualmente in corso una serie di studi nella malattia precoce completamente resecata, che speriamo portino a migliori risultati di quelli registrati negli ultimi 10 anni (con farmaci ed approcci diversi) nella malattia completamente resecata.
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