domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
15 Settembre 2017

Adjuvant Chemotherapy vs Observation for Patients With Adverse Pathologic Features at Radical Cystectomy Previously Treated With Neoadjuvant Chemotherapy

Despite existing evidence of a benefit associated with cisplatin-based adjuvant chemotherapy (AC) after radical cystectomy (RC) for chemotherapy-naive patients with pT3/T4 and/or pN+ urothelial carcinoma of the bladder (UCB), to our knowledge, no studies have addressed the effectiveness of AC in those who received neoadjuvant chemotherapy (NAC) before surgery. To assess the comparative effectiveness of AC vs observation for patients with pT3/T4 and/or … (leggi tutto)

Questo studio osservazionale di coorte, pubblicato su JAMA Oncology, si prefiggeva l’obiettivo di determinare l’efficacia della chemioterapia adiuvante rispetto alla sola osservazione in pazienti sottoposti a cistectomia radicale per carcinoma uroteliale della vescica ad alto rischio (pT3-T4 e/o pN+), precedentemente sottoposti a chemioterapia neoadiuvante. Dei 788 pazienti inclusi nell’analisi, quelli sottoposti a chemioterapia adiuvante hanno presentato una sopravvivenza globale significativamente più lunga (29,9 vs 24,2 mesi; p = 0,046) ed un maggior tasso di sopravvivenza a 5 anni (36,8% vs 24,7%).
In accordo con le attuali linee guida, la polichemioterapia adiuvante a base di cisplatino può essere presa in considerazione in pazienti affetti da carcinoma uroteliale della vescica in stadio patologico pT3-T4 e/o pN+ non precedentemente sottoposti a chemioterapia neoadiuvante. Tale indicazione potrebbe cambiare se i dati dello studio di Seisen e colleghi venissero confermati da studi randomizzati. Tale studio infatti, seppur con il grosso limite del disegno osservazionale, ha dimostrato un beneficio in sopravvivenza globale per la chemioterapia adiuvante anche in pazienti ad alto rischio già sottoposti a chemioterapia neoadiuvante.
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