ABVD VS BEACOPP NEL LINFOMA DI HODGKIN AVANZATO IN TRATTAMENTO DI SALVATAGGIO AD ALTE DOSI
Il trattamento con BEACOPP, un regime intensificato costituito da bleomicina, etoposide, doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina, procarbazina e prednisone, rispetto ad ABVD (combinazione di doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina), permette un maggiore controllo iniziale del tumore, anche se invece gli esiti a lungo termine non differiscono tra i due regimi. Questi i risultati dello studio italiano, coordinato dalla Fondazione Michelangelo in collaborazione con il Gruppo Italiano di Terapie Innovative dei Linfomi e l’Intergruppo Italiano Linfomi, pubblicato sul New England Journal of Medicine (leggi abstract originale). BEACOPP è stato proposto quale nuovo trattamento standard per il linfoma di Hodgkin in stadio avanzato al posto della combinazione ABVD. I ricercatori hanno randomizzato 331 pazienti con linfoma di Hodgkin non trattato ad alto rischio (stadio IIB, III o IV oppure un punteggio prognostico internazionale ≥ 3 della scala da 0 a 7, dove un punteggio più alto indica un rischio maggiore) a ricevere BEACOPP o ABVD, ciascuno seguito da radioterapia locale se necessario. I pazienti con malattia residua o progressiva dopo la terapia iniziale dovevano essere trattati secondo quanto previsto dal programma di salvataggio ad alte dosi. Il periodo mediano di follow-up era di 61 mesi. I risultati indicano che la percentuale di libertà da prima progressione a 7 anni è stata dell’85% nei pazienti che hanno ricevuto inizialmente BEACOPP e del 73% in quelli trattati con ABVD (p = 0.004) e una percentuale di sopravvivenza libera da eventi a 7 anni rispettivamente del 78 e 71% (p = 0.15). Un totale di 65 pazienti (20 nel gruppo BEACOPP e 45 con ABVD) ha proseguito il trattamento ricevendo il regime di salvataggio ad alte dosi già predisposto. Alla data di cut-off, 3 dei 20 pazienti nel gruppo BEACOPP e 15 dei 45 nel gruppo ABVD, che avevano mostrato progressione o recidiva della malattia dopo la terapia iniziale, erano ancora vivi e liberi da malattia. Alla conclusione del trattamento globale pianificato, che includeva anche la terapia di salvataggio, la percentuale di libertà da una seconda progressione a 7 anni era dell’88% nel gruppo BEACOPP e dell’82% in quello con ABVD (p = 0.12) e la percentuale di sopravvivenza globale a 7 anni era rispettivamente dell’89 e 84% (p = 0.39) nei due gruppi di pazienti. Gravi eventi avversi si sono manifestati più frequentemente nei pazienti trattati con BEACOPP.