sabato, 28 novembre 2020
Medinews
2 Agosto 2011

ABVD VS BEACOPP NEL LINFOMA DI HODGKIN AVANZATO IN TRATTAMENTO DI SALVATAGGIO AD ALTE DOSI

Il trattamento con BEACOPP, un regime intensificato costituito da bleomicina, etoposide, doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina, procarbazina e prednisone, rispetto ad ABVD (combinazione di doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina), permette un maggiore controllo iniziale del tumore, anche se invece gli esiti a lungo termine non differiscono tra i due regimi. Questi i risultati dello studio italiano, coordinato dalla Fondazione Michelangelo in collaborazione con il Gruppo Italiano di Terapie Innovative dei Linfomi e l’Intergruppo Italiano Linfomi, pubblicato sul New England Journal of Medicine (leggi abstract originale). BEACOPP è stato proposto quale nuovo trattamento standard per il linfoma di Hodgkin in stadio avanzato al posto della combinazione ABVD. I ricercatori hanno randomizzato 331 pazienti con linfoma di Hodgkin non trattato ad alto rischio (stadio IIB, III o IV oppure un punteggio prognostico internazionale ≥ 3 della scala da 0 a 7, dove un punteggio più alto indica un rischio maggiore) a ricevere BEACOPP o ABVD, ciascuno seguito da radioterapia locale se necessario. I pazienti con malattia residua o progressiva dopo la terapia iniziale dovevano essere trattati secondo quanto previsto dal programma di salvataggio ad alte dosi. Il periodo mediano di follow-up era di 61 mesi. I risultati indicano che la percentuale di libertà da prima progressione a 7 anni è stata dell’85% nei pazienti che hanno ricevuto inizialmente BEACOPP e del 73% in quelli trattati con ABVD (p = 0.004) e una percentuale di sopravvivenza libera da eventi a 7 anni rispettivamente del 78 e 71% (p = 0.15). Un totale di 65 pazienti (20 nel gruppo BEACOPP e 45 con ABVD) ha proseguito il trattamento ricevendo il regime di salvataggio ad alte dosi già predisposto. Alla data di cut-off, 3 dei 20 pazienti nel gruppo BEACOPP e 15 dei 45 nel gruppo ABVD, che avevano mostrato progressione o recidiva della malattia dopo la terapia iniziale, erano ancora vivi e liberi da malattia. Alla conclusione del trattamento globale pianificato, che includeva anche la terapia di salvataggio, la percentuale di libertà da una seconda progressione a 7 anni era dell’88% nel gruppo BEACOPP e dell’82% in quello con ABVD (p = 0.12) e la percentuale di sopravvivenza globale a 7 anni era rispettivamente dell’89 e 84% (p = 0.39) nei due gruppi di pazienti. Gravi eventi avversi si sono manifestati più frequentemente nei pazienti trattati con BEACOPP.
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