giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
20 Giugno 2011

ABIRATERONE E SOPRAVVIVENZA NEL CANCRO PROSTATICO METASTATICO

L’inibizione della biosintesi di androgeni non in sede gonadica, evocata dal farmaco, prolunga la sopravvivenza globale nei pazienti resistenti alla castrazione che avevano già assunto chemioterapia. La sintesi di androgeni fuori dalle gonadi può infatti contribuire alla progressione del cancro prostatico castrazione-resistente. Gli investigatori dello studio di fase III COU-AA-301 hanno esaminato l’efficacia di abiraterone, un inibitore della biosintesi di androgeni, nel prolungare la sopravvivenza globale dei pazienti con cancro prostatico castrazione-resistente che avevano ricevuto una prima linea chemioterapica. A questo scopo hanno randomizzato (in rapporto 2:1) 1195 pazienti, già trattati con docetaxel, a prednisone (5 mg due volte al giorno) e abiraterone acetato (1000 mg, n = 797) o placebo (n = 398). Endpoint primario era la sopravvivenza globale ed endpoint secondari includevano il tempo alla progressione di PSA (cioè elevazione dei livelli di antigene prostatico specifico secondo criteri pre-definiti), la sopravvivenza libera da progressione valutata con esame radiologico secondo criteri pre-definiti e la velocità di risposta del PSA. Dopo un follow-up mediano di 12.8 mesi, la sopravvivenza globale era più lunga nel gruppo che aveva ricevuto abiraterone acetato e prednisone che in quello trattato con prednisone e placebo (14.8 vs 10.9 mesi, hazard ratio 0.65, intervallo di confidenza 95%: 0.54 – 0.77; p < 0.001). I dati sono stati resi disponibili durante analisi ad interim, perché i risultati avevano superato i limiti pianificati per la conclusione dello studio. Nello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale), tutti gli endpoint secondari, cioè il tempo alla progressione di PSA (10.2 vs 6.6 mesi; p < 0.001), la sopravvivenza libera da progressione (5.6 vs 3.6 mesi; p < 0.001) e la velocità di risposta del PSA (29 vs 6%; p < 0.001), sono risultati migliori nel gruppo di trattamento. Eventi avversi legati all’effetto dei mineralcorticoidi, come ritenzione di liquidi, ipertensione e ipopotassiemia, erano più frequentemente osservati nel gruppo trattato con abiraterone e prednisone che in quello randomizzato a solo prednisone.
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