martedì, 5 maggio 2026
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22 Maggio 2017

Abiraterone Acetate for Metastatic Prostate Cancer in Patients With Suboptimal Biochemical Response to Hormone Induction

Men with metastatic prostate cancer who have a poor response to initial androgen-deprivation therapy (ADT), as reflected by a prostate-specific antigen (PSA) level higher than 4.0 ng/mL after 7 months of ADT, have a poor prognosis, based on historical controls. To determine the efficacy of abiraterone acetate with prednisone in these high-risk patients with a suboptimal response to hormonal induction. A phase 2 single-arm study was conducted through the National … (leggi tutto)

La risposta alla deprivazione androgenica costituisce un fattore prognostico riconosciuto nel carcinoma della prostata. Tale indicatore è oggi utilizzato in pratica clinica come criterio di scelta aggiuntivo tra chemioterapia e terapia ormonale con abiraterone o enzalutamide. In generale, indipendentemente dagli altri fattori prognostici, tanto maggiore è il tempo al fallimento della deprivazione androgenica tanto maggiore è il supporto al ricorso ad ormoni di nuova generazione. Nello studio in oggetto Flaig et al hanno valutato in maniera prospettica l’efficacia di abiraterone in una popolazione di 41 pazienti con una risposta biochimica non completa durante adeguata deprivazione androgenica. L’obiettivo era di comprendere l’efficacia di un trattamento precoce con abiraterone in questo setting di pazienti notoriamente a prognosi meno favorevole. Lo studio, pur non raggiungendo l’obiettivo prefissato che era di almeno 6 remissioni biochimiche complete, ha rilevato una non trascurabile attività di abiraterone in questa popolazione (5 pazienti con risposta completa, pari al 13%, e 13 con risposta parziale, pari al 33%). Anche la sopravvivenza libera da progressione mediana e la sopravvivenza globale mediana, rispettivamente di 17,5 e 25,8 mesi, sono state incoraggianti. Il messaggio di questo studio è che, anche in presenza di una risposta subottimale alla deprivazione androgenica, non può essere escluso a priori un potenziale ruolo terapeutico di abiraterone. La decisione terapeutica dovrà essere contestualizzata in aggiunta ad altri parametri quali la sede di malattia, la presenza o meno di sintomi tumore-correlati e il quadro clinico del paziente.
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