Medinews
31 Luglio 2012

5 RICOVERATI ITALIANI SU 100 SUBISCONO UN ERRORE IN CORSIA

Il 5% dei pazienti ricoverati in una struttura ospedaliera italiana subiscono un errore medico. Si tratta di un dato inferiore alla media internazionale del 9% e in linea con quelli riscontrati in altri Paesi europei (Francia, Spagna, Olanda). Più di un errore su 2 (56,7%) può essere prevenuto applicando protocolli e linee guida rigorosi nella gestione dei pazienti. E’ questo il quadro che emerge da uno studio pubblicato su “Epidemiologia&Prevenzione”, la rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia. La ricerca è stata condotta su dati raccolti in 5 ospedali italiani: Policlinico di Bari, Azienda complesso ospedaliero San Filippo Neri di Roma, Ospedale Niguarda di Milano, Azienda ospedaliera universitaria pisana e Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze. In totale sono state esaminate 7.573 cartelle cliniche su un campione di 9 mila, relative a dimissioni avvenute nel 2008. L’incidenza media complessiva di eventi avversi è stata pari al 5,2% (5,5% quella mediana). Contrariamente a quanto emerso in altri lavori la distribuzione degli eventi avversi per specialità vede al primo posto l’area medica (37,5%), solo seconda la chirurgia (30,1%), seguita da pronto soccorso (6,2%) e ostetricia (4,4%). Secondo lo studio, la conseguenza più comune dell’errore clinico è l’allungamento del ricovero, seguito dalla presenza di una disabilità al momento della dimissione. Il decesso ha riguardato invece il 9,5% dei casi.
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