mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
15 Giugno 2010

32 MILA MEDICI ‘UNDER 40’, CON MANOVRA PERDERANNO 40 MILA EURO IN 3 ANNI

In Italia sono circa 32 mila i medici ‘under 40′ che lavorano nella sanità pubblica. A loro la manovra economica sembra riservare le sorprese più amare. “Per effetto di questo provvedimento, subiranno una perdita di quasi 40 mila euro in tre anni”. E’ l’allarme lanciato nel corso del 21.mo Congresso dell’Anaao Assomed, che ha deciso di dare voce a questa generazione di medici affidando loro un settore dell’Associazione: nasce infatti il ‘Coordinamento Anaao giovani’. “Di questi 32 mila camici bianchi – ha spiegato l’Anaao Assomed – 7 mila sono donne e 7 mila precari. I loro problemi vanno dalla formazione, alla stabilizzazione del posto di lavoro, alla crescita professionale, ai problemi della carriera, con le donne sempre più spesso discriminate in seguito a scelte personali legate alla maternità e alla famiglia”. L’azione del Coordinamento sarà centrata su alcuni temi fondamentali, tra cui: la formazione e il precariato. Per i medici ‘under 40’ intervenuti al Congresso, “la formazione, completamente affidata alle Università, rimane inadeguata, soprattutto dal punto di vista della pratica professionale”. Pesanti handicap anche per chi è precario. “Le professionalità acquisite mediante varie tipologie di contratto, dal Co.Co.Co. al dirigente medico a tempo determinato – hanno spiegato i giovani camici bianchi – vivono nell’incertezza lavorativa totale, con l’impossibilità di programmare la propria vita e la propria carriera”. Problemi anche per i medici stabilizzati. “Una volta entrati nel Ssn i giovani camici bianchi affrontano quotidianamente difficoltà che vanno dalla iniqua distribuzione dei carichi e ruoli di lavoro, all’impossibilità della crescita economico professionale, finendo con la totale incertezza legata al futuro previdenziale. E – hanno concluso i giovani medici dell’Anaao Assomed – in un mondo della medicina che va tingendosi di ‘rosa’, il ruolo delle donne è ancora tutto da definire”.
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