venerdì, 17 aprile 2026
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17 Settembre 2013

3 ONCOLOGI PIEMONTESI SU 4 PREOCCUPATI PER I TAGLI ALLA SANITA’

Per il 75% degli oncologi piemontesi i tagli alla sanità nella Regione incidono sulla qualità delle cure dei pazienti con cancro. È indispensabile individuare nuove risorse per affrontare le sfide che il sistema dovrà sostenere nei prossimi anni. I biosimilari rappresentano un’opportunità per il risparmio per il 42% degli specialisti della Regione, ma la maggioranza (58%) ritiene sia più utile cercare altrove ulteriori risorse. Diversi infatti i punti critici nell’utilizzo di questi prodotti che incidono sulla sicurezza per i pazienti: per il 42% possono funzionare in maniera diversa rispetto all’originatore, per il 33% presentano un diverso grado di immunogenicità e per il 10% potrebbero scatenare allergie. Infatti quasi la metà (48%) esclude che nel trattamento dei pazienti mai trattati prima sia da preferire il biosimilare, anche se disponibile a un prezzo inferiore. E l’87% sostiene che la decisione sulla sostituibilità debba essere di esclusiva competenza del medico oncologo. I dati emergono dal sondaggio condotto dall’AIOM fra i soci del Piemonte e della Valle d’Aosta e presentato nel seminario “Biosimilari da anticorpi monoclonali in oncologia. La sicurezza del paziente prima di tutto”, che si è svolto venerdì scorso a Torino all’Ospedale Molinette. È il quarto di un tour nazionale che prevede nove incontri regionali promossi dall’AIOM con il patrocinio della SIFO e della SIF. All’indagine, che si è chiusa il 6 settembre, ha risposto circa il 40% di tutti gli oncologi che operano nelle due Regioni. “I biosimilari attualmente disponibili, ad esempio le eritropoietine e gli ormoni della crescita – ha spiegato il prof. Massimo Aglietta, membro del Direttivo AIOM -, sono più semplici rispetto alle ‘copie’ degli anticorpi monoclonali che saranno commercializzate nei prossimi anni. Ecco perché è necessario che sia posta particolare attenzione ai processi di vigilanza. Devono essere colte le opportunità per risparmiare risorse e favorire l’accesso ai nuovi farmaci, per cui è importante promuovere il dibattito su un argomento che sarà centrale in oncologia”.
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