sabato, 13 luglio 2024
Medinews
1 Dicembre 2006

UNA STORIA DI CUORE

20 anni dal primo trapianto di cuore in Italia vissuti attraverso l’ANSANota dei curatori Il volume raccoglie le principali notizie sul cuore e sulla cardiologia a partire da una data storica, l’11 novembre 1985, quando il Ministero autorizzò il primo trapianto eseguito appena tre giorni dopo, il 14 novembre. I lanci dell’ANSA – che testimoniano la lunga, faticosa e appassionante storia della battaglia contro l’infarto e le altre malattie cardiache – sono suddivisi per anno e preceduti da un breve commento. La selezione delle news battute dalla principale agenzia di stampa italiana, a cui attingono tutti i mass media – quotidiani, televisioni, radio, new media – è una chiave di lettura non solo scientifica ma lo specchio di quanto, in questi anni, l’opinione pubblica ha recepito sul tema della lotta e della prevenzione delle patologie cardiovascolari, killer numero uno in Occidente. Molto è stato fatto: uno dei primi lanci di quest’anno annuncia che negli Usa per la prima volta il cancro ha superato le malattie di cuore come ‘top killer’, ma molto rimane da fare. Il lavoro, oltre a rappresentare – crediamo – un’importante e significativa testimonianza storica, ha anche l’intento di mostrare agli addetti ai lavori, ai cardiologi e ai medici più in generale la percezione reale che il pubblico ha delle notizie dopo l’elaborazione giornalistica. In secondo luogo, sottolineare come la battaglia alle principali malattie cardiovascolari si vinca anche attraverso un’informazione puntuale ed efficace e come la stretta e proficua collaborazione tra giornalisti e medici possa garantire la correttezza di tale informazione. Francesco Marabotto, Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri Prefazione Sono le 3 e 10 del 14 novembre 1985 quando a Treviso il prof. Vincenzo Gallucci sale sulla sua Mercedes grigio argento con una borsa termica gialla e parte a forte velocità per Padova scortato da una ‘volante’. Quella notte, quasi in accordo con un evento così grande, al pronto soccorso di Padova regnerà una calma irreale. Gallucci arriva in ospedale da una porta secondaria dribblando i giornalisti, entra in sala operatoria e impiega poco più di un minuto per togliere il cuore malato a Ilario Lazzari, 38 anni, falegname di Vigonovo (Venezia) e un quarto d’ora per sostituirlo con quello forte e giovane di Francesco Busnello, 18 anni, di Treviso, in coma profondo irreversibile da 12 ore a causa di un incidente in motorino. Venti anni sono passati da quella notte in cui la cardiochirurgia italiana recuperò d’un balzo il ritardo accumulato: il primo trapianto di cuore fu eseguito nel 1967 a Città del Capo dal prof. Christiaan Barnard, cardiochirurgo morto di infarto 4 anni fa. Un ritardo – come si vide dall’efficienza con cui venne eseguito il primo intervento e dal primato mondiale conquistato dall’Italia nel corso degli anni – non imputabile alla carenza di formazione o all’impreparazione dei cardiochirurghi italiani, piuttosto alla burocrazia che negava l’autorizzazione al trapianto cardiaco. L’allora ministro della Sanità, Costante Degan, dava il via libera l’11 novembre 1985: appena 3 giorni dopo il primo paziente italiano aveva un cuore nuovo. Venti anni fa: sembra ieri eppure erano altri tempi. Chi proponeva il trapianto, in particolare quello di cuore, era considerato un assassino. Alcuni cardiochirurghi subirono aggressioni pesantissime, con scritte sui muri, con minacce. Era difficile far capire che asportando il cuore non si provocava la morte del paziente già deceduto: l’idea della vita legata al cuore era durissima da smantellare e la campagna contro il trapianto durò molti anni, legando l’immagine vita all’immagine cuore. Quel famoso primo intervento del novembre 1985 fu un traguardo e un primo passo importante: oggi l’Italia è tra i paesi più avanzati non solo per il numero dei trapianti ma soprattutto per la qualità dei risultati. Permane ancora la diffidenza, forse come vent’anni fa la diffidenza circondava i chirurghi pionieri. Per questo l’ANSA ha ritenuto fondamentale offrire un proprio contributo storico e culturale, nell’ambito del progetto Sanità Italia, con questo volume che raccoglie le notizie più significative della medicina del cuore degli ultimi 20 anni. L’obiettivo è stimolare iniziative scientifiche e sociali che mirino al coinvolgimento dell’opinione pubblica sul problema della donazione degli organi e sui trapianti. L’obiettivo è anche sensibilizzare la popolazione sui traguardi raggiunti nella lotta all’infarto, nei sistemi di telesoccorso, di telemedicina e sulle tecniche diagnostiche e terapeutiche, pet, stent, angiografia. Il futuro ci riserva grandi traguardi, come dimostrano le notizie degli anni 2000 che riguardano la riparazione dei tessuti cardiaci danneggiati tramite cellule staminali. Ma i medici ci insegnano che il fattore fondamentale è legare la riparazione alla prevenzione: non c’è alternativa. Dobbiamo tutti, nel nostro ruolo, far sì che i cittadini siano sempre più consapevoli, in modo che il paziente sappia rivolgersi al medico e il medico sappia riconoscere il danno incipiente, e da questa combinazione potremo – mi auguro – essere testimoni di sempre maggiori e più frequenti successi terapeutici. Pierluigi Magnaschi – Direttore dell’ANSA

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