venerdì, 16 ottobre 2026
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25 Novembre 2002

“UNA PASTIGLIA SALVAVITA CONTRO L’ATTACCO DI CUORE”

Appello del prof. Bernard della Società Europea di Cardiologia: “Il sistema sanitario deve sostenere i costi dei medicinali, come il clopidrogel, che hanno dimostrato efficacia”

Bologna, 15 ottobre 2002 – Una compressa da prendere con quella di acido acetil salicilico, la normale aspirina. E’ questa la novità per oltre 100mila italiani che ogni anno subiscono un attacco di cuore. La nuova molecola si chiama clopidogrel e diminuisce del 20% il rischio d’infarto, consentendo di evitare più di 2.000 infarti l’anno solo nel nostro Paese.

“E’ un farmaco salvavita – afferma il prof. Michel Bertrand, presidente della task force della Società Europea di Cardiologia che ha messo a punto le nuove linee guida contro la sindrome coronarica acuta, che saranno pubblicate integralmente nel prossimo mese -: per ogni 1.000 pazienti con angina instabile, si evitano 12 infarti gravi entro un mese, ed altri 10 ad un anno di follow-up”. Evitare l’infarto significa non solo scampare la morte ma anche preservare il cuore, infatti ogni minuto guadagnato può trasformarsi in una parte di muscolo cardiaco salvata, evitando conseguenze invalidanti come l’insufficienza cardiaca. “Perciò – consiglia Bertrand, intervenuto a Bologna al congresso ‘Heart and Brain Interaction’ – se si presenta un dolore improvviso e forte, è importante che il paziente che subisce un attacco di sindrome coronarica acuta si rechi immediatamente in ospedale e gli sia somministrata la nuova terapia costituita da aspirina e clopidogrel”.
A fronte di questi risultati, e della maneggevolezza della nuova terapia che si assume per bocca, la maggioranza dei Paesi europei, tranne l’Italia, l’hanno inserita tra i farmaci essenziali, concessi gratuitamente a chi è a rischio d’infarto. Perciò il prof. Bertrand sceglie proprio il nostro Paese per lanciare un appello. “I sistemi sanitari devono sostenere il costo del medicinale per due ragioni: una etica e l’altra di spesa, perchè il costo di questo trattamento si traduce in realtà in un risparmio sui ricoveri ospedalieri per angina instabile, infarti più gravi e soprattutto sulle vite perdute”.

La sindrome coronarica acuta è l’anticamera dell’infarto e come tale è la patologia che uccide di più in Occidente. Gli attacchi più pericolosi e frequenti di questo quadro clinico sono quelli di angina instabile, dovuti a un trombo che sta per staccarsi, perciò instabile, e può andare ad occludere completamente le coronarie provocando infarto. Finora per contrastare questa patologia che causa ogni anno più di 70mila ricoveri ospedalieri urgenti, non esisteva altro rimedio che l’aspirina ed eventualmente gli anticoagulanti via endovena. Oggi c’è il clopidogrel, che preso per bocca, in aggiunta all’acido acetil salicilico, ha dimostato di abbassare del 20% il rischio d’infarto nello studio CURE (Clopidogrel in Unstable angina to prevent Recurrent ischemic Events).
Gli sforzi di dieci anni di ricerche si sono concretizzati nell’aggiornamento delle linee guida americane ed europee. “Giunti a queto punto – dice ancora il prof. Bertrand – l’applicazione del clopidogrel nella terapia delle sindromi coronariche acute e dell’angina instabile è superiore a qualsiasi considerazione di ordine economico”.
Ogni anno in Italia 74mila persone hanno un attacco di angina instabile e più di 20mila un infarto ‘leggero’, che si può trasformare in infarto vero e proprio, il maggiore killer del nostro Paese.
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