sabato, 25 settembre 2021
Medinews
29 Luglio 2004

UDITO, ESTATE A RISCHIO PER 2 GIOVANI SU 10

Il prof. Passali (Univ. di Siena): “Non superare i 95 dB, utilizzare tappi auricolari e ai primi disturbi (fischi, ronzii, fruscii) rivolgersi al medico per un controllo”

Siena, 29 luglio 2004 – Il 12-14% degli italiani (circa 7 milioni di persone) accusa una riduzione, più o meno grave, della capacità uditiva. Una percentuale destinata a crescere al ritmo del 5% all’anno, e che arriverà a toccare il 16% entro il 2005. In pratica ogni giorno 30 persone scoprono di avere problemi di udito, a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento dell’inquinamento acustico e dell’accresciuta esposizione al rumore, soprattutto tra i più giovani e specialmente d’estate, stagione di concerti e di serate in discoteca. “D’estate sono soprattutto i giovani a rischiare di più – afferma il prof. Desiderio Passali, direttore del Dipartimento di Scienze Ortopedico-riabilitative, radiologiche e otorinolaringoiatriche dell’Università di Siena – in quanto la musica ad alto volume (stereo, walkman, discoteche, concerti rock) gioca un ruolo significativo: in molti concerti o in discoteca il volume supera abbondantemente i 120 dB, con punte che sfiorano i 150 dB, mentre il livello accettabile di ascolto della musica non dovrebbe superare i 95 dB. E la percentuale di ragazzi esposti ad alti livelli di suono è triplicata rispetto all’inizio degli anni Ottanta passando dal 6 al 18%, come sono in crescita i casi di acufeni, i tipici disturbi (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni, ecc.) originati da sovraesposizione a rumori forti”.

Ed infatti, come risulta dagli ultimi studi condotti e in particolare da Bray A e coll. (Noise induced hearing loss in dance music disc jockeys and an examination of sound levels in nightclubs, J. Laryngol Otol. 2004 Feb; 118(2): 123-8) la metà dei giovani dichiara di avere problemi d’udito dopo l’esposizione prolungata alla musica ad alto volume. Gli acufeni alla loro prima comparsa vengono confusi come suoni fastidiosi provenienti dall’ambiente esterno. Così, la percentuale di coloro che riconoscono ed affrontano il problema è ancora molto bassa: un terzo di chi subisce, attivamente o passivamente, rumori ad alto volume impiega ben tre anni prima di parlarne con il medico. Il 37% non è cosciente del problema, mentre del rimanente 63%, il 30% non ha mai effettuato un controllo, pur sapendo di avere una ridotta capacità uditiva. Le conseguenze sulla salute possono essere rilevanti, come spiega il prof. Passali: “Esposizioni prolungate al rumore possono causare anche tachicardia, variazione della pressione arteriosa e della capacità respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi. Ci sono poi gli effetti psicologici, tutt’altro che trascurabili, che possono rendere difficile la comunicazione, generare aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione”.
Cosa fare quindi per prevenire i danni da volumi elevati? Ad esempio, suggerisce il prof. Passali, “ai concerti o in discoteca è una buona idea usare tappi auricolari, che – pur essendo piccoli e discreti – riescono ad offrire una protezione significativa. In ogni caso, in presenza di problemi uditivi è fondamentale che il paziente si rivolga immediatamente al proprio medico ed esegua il controllo dell’udito. Se viene constatato un vero e proprio deficit uditivo il paziente dovrà iniziare un percorso di riabilitazione audiologica, che coinvolge il medico di famiglia, lo specialista, il tecnico audioprotesista e i famigliari”. Inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi, laddove esista una importante ipoacusia – prosegue l’esperto – “è possibile risolvere quasi completamente il problema con l’impiego di un apparecchio acustico digitale di ultima generazione, che ha superato i limiti dei vecchi e grossi apparecchi di un tempo. Questi nuovi apparecchi, esteticamente molto più discreti, consentono di avere una qualità del suono hi-tech, offrendo ai portatori una capacità di discriminazione sonora simile a quella di una persona con udito normale. E’ importante intraprendere prima possibile il percorso di riabilitazione audiologica, in quanto sarà poi più facile trarne vantaggio”.
All’avanguardia nel campo del deficit uditivo, grazie ad un sistema multi-canale di riduzione del rumore e ad un sistema direzionale adattativo a doppio microfono, è stato sviluppato “Senso Diva” prodotto dalla danese Widex. “La qualità del suono raggiunta da questi nuovi apparecchi – ricorda Laura Giannetti, direttore generale Widex Italia – è paragonabile a quella delle immagini e dei suoni riprodotta dai televisori digitali. Da questo punto di vista è possibile parlare di un approccio realmente innovativo al problema perché i portatori di apparecchi acustici possono sentire ciò che vedono. E’ la possibilità di avere un udito ad alta definizione”.
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