mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
12 Aprile 2012

JOSÉ CARRERAS TORNA A CANTARE ALLA SCALA DOPO 14 ANNI. “IL CANCRO MI HA INSEGNATO AD ASCOLTARE GLI ALTRI”

Milano, 19 luglio 2010 – L’artista catalano: “La malattia mi ha cambiato. Non togliamo la speranza ai malati”. L’evento si svolgerà durante il congresso della Società europea di oncologia medica .

“Si può tornare a condurre una vita come prima. Prima del tumore, della malattia. Con la stessa determinazione ed energia”. La testimonianza è di un ex paziente illustre, José Carreras, uno dei più importanti tenori di tutti i tempi, che si esibirà sul palco della Scala il 10 ottobre, dopo 14 anni di assenza, in un concerto benefico per raccogliere fondi per la lotta contro il cancro. L’occasione è rappresentata dal 35° Congresso ESMO (Società europea per l’oncologia medica) che si svolgerà a Milano dall’8 al 12 ottobre, con la partecipazione di 15.000 esperti da tutto il mondo. Uno dei momenti più importanti del congresso sarà il seminario per i pazienti, dedicato ai malati oncologici, ai familiari e alle associazioni di riferimento, con un tema centrale, la vita dopo il cancro. In Italia sono quasi due milioni le persone che ce l’hanno fatta. “Nel 1987 – spiega il tenore – la leucemia ha aggredito il mio corpo. Sono stato 11 mesi in ospedale e ho subito un trapianto di midollo osseo. Chi sopravvive al tumore cambia, diventa più maturo e le priorità della vita si modificano. Io sono diventato più disponibile ad ascoltare gli altri, sono migliorate le mie capacità di dialogare e di comunicare. Questo cambiamento si è visto anche nel mio modo di stare sul palcoscenico perché l’artista e l’uomo non sono separabili. Il messaggio che voglio dare a coloro che stanno combattendo contro la malattia è di legarsi agli affetti e alle amicizie perché anche la più piccola speranza può consentire di lottare con maggiore determinazione. Il cancro lascia ferite profonde, ma da questa malattia si può guarire”. José Carreras torna a cantare in uno dei teatri più importanti del mondo, per tradizione musicale e per la competenza degli appassionati che lo frequentano. “È una possibilità straordinaria per un artista”, continua il tenore catalano. Altrettanto straordinaria è l’opportunità che si profila per le realtà locali, che possono essere parte di questo grande evento offrendo il proprio sostegno concreto alla nobile causa della lotta contro il cancro.

L’ultima volta di Carreras alla Scala è stata nel 1996 con la Fedora di Umberto Giordano. “Tutti i cantanti hanno una devozione speciale per la Scala – sottolinea l’artista spagnolo -. Inoltre per noi barcellonesi il legame con Milano parte da lontano, forse per la contrapposizione con le due capitali, Roma e Madrid”. A testimoniare il rapporto privilegiato con il capoluogo lombardo Carreras recentemente ha tenuto tre concerti in Duomo per raccogliere i fondi necessari per i lavori di restauro della cattedrale.
Il legame diretto con il pubblico del cantante spagnolo è da sempre molto forte, un supporto che sicuramente lo ha aiutato durante la malattia. Per questo nel 1988 ha istituito la Fondazione che porta il suo nome e che da Barcellona nel corso degli anni ha esteso le sue attività in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Sono stati raccolti fondi per la lotta contro la leucemia, per migliorare le strutture di ricovero e per garantire le migliori terapie, favorendo i progressi della ricerca scientifica. “La nostra Fondazione – conclude Carreras – ha il patrocinio del Ministero della Sanità spagnolo. Abbiamo realizzato e gestiamo il registro dei donatori di midollo osseo spagnolo, che comprende 14 milioni di potenziali donatori ed è collegato con tutti gli altri registri del mondo. Un altro progetto ambizioso iniziato da poco tempo è la costruzione di un centro di ricerca a Barcellona, che riunirà circa 50 scienziati impegnati nella lotta contro la leucemia. La strada da percorrere è ancora lunga ma sappiamo che possiamo vincere la sfida”.

Fabrizio Fiorelli
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