martedì, 15 settembre 2026
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27 Settembre 2002

Emergenza cuore, un nuovo alleato contro l’infarto

L’Agenzia europea per la valutazione sui farmaci (Emea) autorizza l’impiego del clopidogrel nella terapia delle sindromi coronariche acute

Parigi, 20 settembre 2002 – Via libera all’uso di una nuova molecola salvavita, il clopidogrel, nel trattamento dei sempre più frequenti e temibili disturbi coronarici. L’Agenzia Europea ha approvato l’uso del farmaco in seguito ai risultati dello studio CURE (Clopidogrel in Unstable angina to prevent Recurrent ischemic Events) nel quale il clopidogrel in aggiunta alla terapia tradizionale comprendente l’acido acetilsalicilico (ASA) ha dimostrato di ridurre del 20% il rischio di infarto, ictus e morte vascolare nei pazienti con angina instabile, situazione che costituisce “l’anticamera” dell’infarto. La riduzione del rischio ha raggiunto il 31% nei pazienti trattati con angioplastica. Attualmente il clopidogrel è già utilizzato come antitrombotico per la prevenzione a lungo termine; in Italia è disponibile dal 2000, ma è a totale carico del cittadino, mentre nella maggior parte dei paesi europei è rimborsato. A seguito dell’approvazione dell’Emea nella terapia delle sindromi coronariche acute, migliaia di pazienti aspettano che anche nel nostro Paese si attivi la procedura per la rimborsabilità del farmaco.

Le sindromi coronariche acute sono causate dalla formazione di un trombo, che scatena l’angina instabile e l’infarto. Nel 2000 in Italia nei reparti di terapia intensiva sono state ricoverate circa 150mila persone con diagnosi di sindrome coronarica acuta; per circa la metà di questi casi non c’è stato nulla da fare: 70mila i decessi registrati. Questi i dati ufficiali del Ministero, provenienti dai reparti di pronto soccorso italiani.
Le sindromi coronariche acute rappresentano il nuovo quadro clinico dell’emergenza cardiovascolare, al centro dell’attenzione degli esperti nel corso dell’ultimo congresso europeo di Cardiologia di Berlino. Nel 46% dei casi si manifestano con infarti meno gravi e crisi di angina instabile, più imprevedibile; seguono gli infarti classici, più gravi e pericolosi (39%) e i casi dubbi (14%). Fino ad oggi la terapia farmacologica tradizionale prevedeva per gli infarti meno gravi e l’angina instabile l’acido acetil salicilico, eventualmente associato ad altri farmaci per ridurre l’ischemia e rallentare la progressione dell’aterosclerosi. Per l’infarto grave resta invece immutata l’indicazione dei farmaci trombolitici.
Da oggi comunque si dispone di un nuovo farmaco utilizzabile nell’emergenza: il clopidogrel, un antitrombotico come l’acido acetil salicilico, ma che agisce con un meccanismo d’azione diverso ma sinergico sull’aggregazione delle piastrine, processo responsabile della trombosi arteriosa che causa gli attacchi di cuore.
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