venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
11 Dicembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. ALBERTO UGAZIO

E la causa di questi vuoti è da ricercare nella vita moderna caratterizzata dalle immagini della televisione, dei computers, dei video giochi e così povera di quella fantasia che solo la lettura sa tenere viva. L’immagine che viene imposta dallo schermo può essere definita con Kafka una maschera di ferro che impedisce di immaginare cose ci sia dietro. La lettura, invece è la culla della fantasia, leggere un libero per un bambino in grado farlo o ascoltarlo per i più piccoli, significa spaziare con la fantasia.
E veniamo ora ai bambini costretti all’ospedale, lontani, dalla famiglia, dagli amici dai giochi, per loro poter evadere dalla realtà con la fantasia è fondamentale, addirittura terapeutico.
Possiamo affermare che lettura è un indispensabile ausilio terapeutico: come il porsi positivamente di fronte alla malattia aiuta la guarigione, così il leggere, l’apprendere, diventa un alleato per il piccolo malato e per gli stessi medici che lo hanno in cura.
In ospedale utilizziamo, per far passare il tempo ai bambini, anche la televisione ma non abbiamo riscontato in essa un ausilio, solo un passatempo, appunto, mentre lettura assume un ruolo completamente diverso ed è di aiuto per bambini ma anche per i genitori.
Per alcuni bambini il ricovero in ospedale è la prima occasione per passare molto tempo con la mamma e per aver l’opportunità di leggere con lei, il mio auspicio è che per alcuni di essi almeno, la lettura in compagnia dei genitori si trasformi in una buona abitudine da continuare anche una volta guariti e tornati alla normalità della vita domestica.

IL PROF. UGAZIO È COORDINATORE DEL DIPARTIMENTO DI MEDICINA PEDIATRICA DELL’OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESÙ
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