martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
11 Dicembre 2002

IL FANTASTICO MONDO DEL “C’ERA UNA VOLTA” IN AIUTO DEI PICCOLI RICOVERATI IN OSPEDALE

Donata una raccolta di 500 volumi ai reparti del Bambino Gesù di Roma

Il progetto, che coinvolgerà 300 nosocomi italiani, è supportato dall’azienda farmaceutica veronese in collaborazione con Mondadori. Si parte dall’ospedale romano come simbolo di tutti i centri italiani dove sono attive strutture di pediatria. L’iniziativa, che prevede la distribuzione totale 26 mila volumi selezionati da personale esperto, si colloca nel programma di responsabilità sociale ‘Salute e Società’ attivato dall’azienda a partire dal 1999.

“Possiamo affermare – sostiene il professor Alberto Ugazio, coordinatore del dipartimento di medicina pediatrica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù – che la lettura è un indispensabile ausilio terapeutico: come il porsi positivamente di fronte alla malattia aiuta la guarigione, così il leggere, l’apprendere, diventa un alleato per il piccolo malato e per gli stessi medici che lo hanno in cura. In ospedale, per far passare il tempo ai bambini, utilizziamo anche la televisione ma non abbiamo riscontrato in essa un ausilio, solo un passatempo, appunto, mentre la lettura assume un ruolo completamente diverso ed è di aiuto per i piccoli ma anche per i genitori. Per alcuni bambini il ricovero in ospedale è la prima occasione per passare molto tempo con la mamma e per aver l’opportunità di leggere con lei: il mio auspicio è che almeno per alcuni di essi la lettura in compagnia dei genitori si trasformi in una buona abitudine da continuare anche una volta guariti e tornati alla normalità della vita domestica”.
E proprio per questo gli esperti hanno voluto privilegiare libri in grado di incanalare positivamente l’immaginazione del bambino che altrimenti rischierebbe di focalizzare solo pensieri di sofferenza e di dolore, come spiega Maria Rita Parsi, psicologa e presidente della Fondazione Movimento del Bambino. Il libro, soprattutto se letto in ospedale, deve invece rappresentare un’oasi di serenità in un contesto di sofferenza.
“Abbiamo scelto libri positivi – spiega Margherita Forestan, responsabile editoria per ragazzi della Mondadori – con una forte vena umoristica. Libri differenziati per fasce d’età, ma tutti con un denominatore comune: la positività. I protagonisti dei racconti alla fine ce la fanno: non importa da che situazione di difficoltà partano ma è importante che tutto poi vada per il meglio. Non finti eroi ma ragazzi normali che hanno il coraggio di crederci e di non lasciarsi andare”.
“Da tempo – conclude l’on. Antonio Guidi, sottosegretario alla Salute – mi batto per evitare il più possibile il disagio del ‘bambino virtuale’. Virtuale perché non ha contatti costanti con i coetanei, conosce poco gli adulti, ha sempre meno spazi di aggregazione. Le strategie per ricondurlo alla concretezza sono molte: tra queste vi è certamente il libro, con le sue pagine da sfogliare che danno al bambino anche la possibilità di tornare indietro, mentre quello cui assiste in modo virtuale va sempre avanti, freneticamente avanti. Se questo è vero in generale, lo è ancora di più nella realtà ospedaliera che, per quanto umanizzata come quella dell’Ospedale Bambino Gesù, è sempre estranea con la presenza di figure che non conosceva prima, a tempi e luoghi diversi. Il libro, la biblioteca in ospedale, è dunque una grande sfida per ridare al bambino che soffre una possibilità di svago”.
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