giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
6 Novembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA PROF. ANNA MARIA MORETTI

La lotta al fumo, sia attivo che passivo, deve dunque essere una delle priorità sanitarie, con campagne mirate e soprattutto con messaggi educazionali coerenti, sia che vengano dalle istituzioni che dagli stessi medici. Oggi, purtroppo, in entrambi i casi assistiamo ad una forte contraddizione: da un lato, insieme al ministro della Salute, diciamo che non si deve fumare, dall’altro si continua a tollerare una pubblicità esplicita delle multinazionali del tabacco nelle manifestazioni sportive, in un ambito tra l’altro – quello dello sport, appunto – che dovrebbe rappresentare un esempio per i giovani. Ma del resto non ci si più meravigliare più di tanto quando è lo Stato a detenere il monopolio della vendita delle sigarette.
L’altro dato preoccupante è che in Italia ben il 30% dei camici bianchi fuma, primato europeo di cui faremmo volentieri a meno. Come sarebbe stato auspicabile non dover vietare il fumo al nostro congresso: sarebbe dovuto bastare il buon senso, invece siamo stati costretti ad utilizzare una norma disciplinare.
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