sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
6 Novembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. VINCENZO FOGLIANI

Ma accanto all’inquinamento indotto ne esiste uno ‘naturale’, dovuto all’immissione nell’atmosfera di elementi legati per esempio alle attività vulcaniche o agli incendi, che hanno ripercussioni anche a centinaia di chilometri di distanza. La recente eruzione dell’Etna, infatti, non solo ha provocato un aumento sensibile delle richieste di intervento medico nell’isola, ma la stessa polvere si è andata a depositare addirittura in Grecia, a 500 chilometri dal vulcano.
Un ruolo fondamentale inoltre è svolto dagli allergeni presenti nell’ambiente che vanno a stimolare una risposta immunologia specifica in soggetti geneticamente predisposti.
Le conseguenze di tutto ciò sono riscontrabili nella popolazione generale attraverso sindromi rinobronchiali, asma, bronchite, bronchite cronica, riacutizzazioni, insufficienza respiratoria, polmoniti, broncopolmoniti, per arrivare al cancro del polmone. In termini assoluti queste patologie hanno un’incidenza se non superiore sicuramente pari a quella delle malattie cardiovascolari.
Particolare importanza rivestono le condizioni metereologiche e l’associazione tra queste ed i livelli atmosferici di inquinanti o di pollini per la determinazione o l’aggravamento delle malattie riguardanti l’apparato respiratorio.
Le Società Scientifiche Pneumologiche Italiane, riunite sotto la sigla UIP (Unione Italiana per la Pneumologia) già da anni con una visione unitaria hanno affrontato i problemi relativi alla ricerca, prevenzione, informazione, formazione, comunicazione, tutela dell’ambiente. Ritengono infatti che l’unitarietà possa meglio inserirsi nei meccanismi istituzionali determinando adeguati provvedimenti nel campo della prevenzione e dell’assistenza. Una affermazione che avvalora quanto detto è l’aver ottenuto il riconoscimento dell’asma come malattia sociale. Ed eguale riconoscimento chiediamo per la BPCO.
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