Medinews
6 Novembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIOVANNI VIEGI

Il vantaggio principale del vaccino è che bloccando gli effetti della nicotina non si agisce solo sulla dipendenza (su cui peraltro disponiamo di farmaci ragionevolmente efficaci), ma anche su altri meccanismi di induzione e mantenimento della abitudine a fumo e, soprattutto, delle ricadute. Gli svantaggi sono che neutralizza l’efficacia terapeutica della nicotina, e che in alcuni fumatori potrebbe indurre ad aumentare il fumo piuttosto che diminuirlo. Potrebbe dunque essere usato per i fumatori con scarsa dipendenza, che hanno più facilità a smettere ma nei quali i trattamenti attuali hanno poco effetto. Per gli altri, l’uso più razionale potrebbe essere dopo il superamento della fase di astinenza, per cercare di prevenire le ricadute dopo che i farmaci anti-astinenza oggi disponibili non risultano più efficaci. Potrebbe anche essere usato fin da subito, ma andrebbe associato al bupropione o alla nortriptilina, non alla nicotina, e si rinuncerebbe al sollievo del bocchino di nicotina al bisogno. L’uso nella prevenzione del fumo negli adolescenti, suggerito da alcuni, a mio (e non solo mio) avviso presenta problemi etici e pratici notevoli. Fra questi ultimi anche la durata di azione presumibilmente troppo breve. Se dovesse funzionare, esiste già da ora la possibilità di sviluppare vaccini somministrabili per vie alternative, come per spray nasale o transdermica.
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