lunedì, 3 agosto 2020
Medinews
6 Novembre 2002

LE ALLERGIE

Gli acari
Gli acari sono responsabili del 75% delle allergie respiratorie clinicamente rappresentate dalla rinite o dall‘asma. Gli acari più rappresentanti sono i dermatophagoides (pteronyssinus e farinae): fanno parte della classe degli aracnidi, abitualmente sono stanziati rispettivamente nella polvere degli effetti letterecci e nei residui di lavorazione dei forni, dei mulini. Si riproducono con estrema facilità in ambiente caldo umido: a basse temperature e al di sopra dei 1500 metri sono infatti inesistenti. Molto frequente è anche l’allergia dovuta agli epiteli animali: bisogna infatti considerare che i prodotti di desquamazione della cute giocano un ruolo importantissimo nelle allergie respiratorie. Fra gli animali il gatto domestico è l’animale maggiormente responsabile dal momento che vive a stretto contatto con gli abitanti della casa. Il cavallo è causa di allergie piuttosto gravi nei soggetti che per motivi professionali sono a contatto con questi animali. Possono essere occasionalmente responsabili di allergie anche il coniglio, la cavia o il criceto.

I pollini
Circa il 50% delle allergie respiratorie è provocata dai pollini, cellule riproduttive maschili, prodotte dalle piante a ciclo sessuato e disperse dal vento o veicolate da insetti. Di allergie da pollini soffre tra il 7 e il 10% della popolazione. La maggior incidenza è tra i giovani, dai 12 ai 35 anni. Le graminacee sono la causa più frequente di rinite nel bacino del mediterraneo (colpisce il 50% dei malati italiani) E’ bene sottolineare che, sebbene a tale famiglia appartengano numerose piante, esiste una forte reattività crociata di gruppo. Pur con le variazioni dovute alle condizioni climatiche, presentano solitamente un picco di fioritura stagionale tra maggio e giugno. Le composite, tra cui l’Artemisia Vulgaris, comprendono numerose specie con periodi di fioritura da agosto ad ottobre. La parietaria, diffusa ovunque, è spesso causa di manifestazioni allergiche tra aprile ed ottobre. Condizioni climatiche particolarmente calde, come nel sud Italia, ne ampliano il periodo di fioritura rendendola quasi perenne.
Gli alberi, l’olivo, la betulla, l’olmo, il salice, la quercia ed il tiglio possono dare reazioni ai test cutanei ma raramente sono responsabili di vere e proprie allergie. La loro pollinazione dura al massimo una quindicina di giorni tra aprile e maggio. Nel momento in cui il polline viene a contatto con le mucose oculari o delle vie aeree viene liberato l’allergene specifico che va a legarsi con le IgE specifiche presenti sui mastociti delle mucose, con la conseguente liberazione dei mediatori chimici. In Italia il periodo maggiore di pollinosi è la primavera ed è dovuta principalmente alle graminacee con la realizzazione del tipico quadro della “febbre da fieno”. Si manifesta con una salve di sternuti e rinorrea (secrezione nasale sierosa), prurito alla gola ed al palato. Spesso con la rinite si manifesta anche la congiuntivite. L’assenza di congiuntivite può indirizzare su una diagnosi di allergia fungina. E’ da notare che in altitudine la pollinazione è sempre più tardiva rispetto alla pianura e pertanto bisogna sconsigliare la montagna nei periodi di agosto-settembre perché è il momento di maggiore pollinazione. Spesso l’allergia alle graminacee è associata a quella alla plantaggine e ciò spiega i numerosi insuccessi della terapia desensibilizzante quasi sempre mirata alle sole graminacee.

Rinite allergica intermittente
È l’allergia più frequente e nota. Comunemente conosciuta come ‘raffreddore da fieno’, Insorge spesso nell’infanzia o nell’adolescenza; è rara dopo i trenta anni. La sintomatologia è improvvisa ed acuta, con prurito nasale, salve di starnuti, naso chiuso, scolo nasale acquoso, lacrimazione, a volte cefalea. Possibili complicazioni sono l’asma bronchiale e la sinusite.

Rinite allergica persistente
Definita anche rinite cronica, presenta sintomatologia simile a quella della rinite stagionale, ma i sintomi sono di intensità variabile e soprattutto presenti durante tutto l’arco dell’anno. In questo caso, oltre ai pollini ed alle spore fungine, vi è la responsabilità di allergeni non stagionali, specialmente polveri domestiche, peli e forfore animali, piume e a volte cibi ed additivi alimentari. Queste persone possono andare incontro ad asma bronchiale.
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