mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
13 Giugno 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. RENATO MASSINI

Il nuovo hospice del Sacro Cuore rappresenta un nuovo modo di intendere le cure palliative, non più come terminalità: l’obiettivo è far rimanere il malato protagonista della propria vita, dandogli comunque delle speranza cliniche, se non di guarigione, almeno di ‘riattivazione’ nell’ultima fase della vita. Utilizzando un approccio sia di tipo clinico-medico che fisioterapico, psicologico, etico e religioso, impiegando la massima cautela e libertà nei confronti del paziente. Ciò si realizza anche con un supporto alla famiglia, per creare un servizio di ‘respiro’, che rispetti l’assistenza a domicilio; perché è importante che il malato terminale muoia a casa sua vicino ai propri cari, ma è necessario anche offrire un posto dove portare la persona per brevi periodi, aumentando così la socializzazione dei parenti tramite il centro diurno.
Il paziente anziano e terminale è quello che ha più bisogno di una valutazione globale, di un approccio multidisciplinare, e soprattutto di una continuità assistenziale, tra residenzialità e domiciliarità, oltre che dell’apporto dei volontari, dei quali l’Associazione del Circolo S. Pietro può legittimamente farsi vanto.
E’ ciò che vuole fornire l’Unità di sostegno al paziente anziano del nuovo Hospice, nella convinzione che, anche nell’estrema fragilità, anche in presenza di malattie gravi, anche in presenza di condizioni pluripatologiche irreversibili, sia possibile dare un supporto alla qualità di vita dell’anziano e dei suoi familiari, alleviando il dolore, riattivando la funzionalità residua, aiutando a mantenere il giudizio critico e la capacità di scelta, cioè la lucidità della mente, dando sostegno affettivo e fornendo un ambiente “protesico”, nel quale le cure residenziali, semiresidenziali e domiciliari hanno la maggiore efficacia.
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