domenica, 29 novembre 2020
Medinews
13 Giugno 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. EDOARDO ARCURI

Una collaborazione che risponde al criterio di Continuità di Cura, di fatto operante da oltre due anni, ci ha già portato ad adeguarci al trend nazionale ed internazionale del ricovero “restorative” del paziente oncologico avanzato ovvero ad un ricovero teso al recupero, sia pur temporaneo, di una accettabile qualità di vita in pazienti con patologie gravi ed irreversibili, ingestibili a domicilio ed apparentemente terminali. Questo tipo di ricovero “restorative” è stato di fatto validato nelle strutture Hospice nazionali, come modello di ricovero intercorrente, non solo per la patologia neoplastica ma per altre patologie gravi ed irreversibili come quelle respiratorie, cardiache e neurologiche dell’anziano e non.
Mantenendo così la filosofia e gli standard assistenziali delle Cure Palliative è stato possibile acquisire conoscenze interdisciplinari essenziali a garantire una buona qualità di vita a malati clinicamente molto diversi ma accomunati dalla gravità ed irreversibilità delle loro patologie.
Queste conoscenze sono inoltre immediatamente trasferibili ad altre forme di assistenza (come la domiciliare), profilando, in un circolo virtuoso, una nuova dinamica di integrazione assistenziale.
Ci proponiamo quindi di proseguire, adeguatamente affiancati sul versante scientifico, un percorso di ricerca parallelo e continuamente confrontabile con il modello assistenziale messo a punto istituzionalmente negli ultimi anni.
Crediamo inoltre fondamentale che l’incrocio valutativo della nostra e di altre proposte, possa costituire per l’Istituzione la base essenziale per una autonoma rielaborazione culturale e una nuova politica nell’area delle Cure Palliative.
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