venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
13 Giugno 2002

LA STORIA DEGLI HOSPICE

Il primo Hospice moderno risale al 1967 e fa riferimento al St. Christopher’s Hospice, vicino Londra, fondato da Dame Cicely Saunders, un medico che credeva fermamente che “guarire una persona non significa sempre curare una malattia”. Successivamente l’esperienza Hospice si diffonderà ampiamente prima nei paesi di lingua inglese (Canada, Stati Uniti e Australia) e, in seguito, in tutto il mondo occidentale.

Negli U.S.A. il primo hospice fu fondato nel 1974 a Branford, Connecticut; da allora questo tipo di assistenza è diventato sempre più parte integrante del sistema sanitario americano e lo dimostra anche la presenza di molteplici siti Internet a tale riguardo. Attualmente, infatti, esistono più di 2000 programmi di Hospice negli U.S.A. dove si è stimato che, già nel 1995, 390.000 pazienti siano stati gestiti con questa filosofia di cura. Nel 1975 viene istituito da Balfour Mount il primo Servizio di cure palliative al Royal Victoria Hospital di Montreal (Canada): è la prima volta che viene usata l’espressione cure palliative per indicare un programma di cure per pazienti in fase avanzata di malattia.

Negli anni ’90, un particolare impulso alla loro diffusione in tutta Europa è dovuto indubbiamente ai risultati di alcuni studi economici che evidenziano come la gestione dei pazienti con malattia e dolore cronici e invalidanti risulti vantaggioso rispetto al ricovero in una corsia d’ospedale.

L’attuale tendenza internazionale è per il modello di ricovero “restorative” in hospice dei pazienti oncologici avanzati e di quelli con altre patologie gravi ed irreversibili come le respiratorie, cardiache, neurologiche, dell’anziano e non solo. Il modello “restorative” è un tipo di ricovero teso al recupero, sia pur temporaneo, di una accettabile qualità di vita in pazienti con patologie gravi ed irreversibili, ingestibili a domicilio ed apparentemente terminali.
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